1.200 posti di lavoro ed un sistema di assistenza a rischio, l’appello di Cgil Fp, Uil Fpl, Legacoop,Federsolidarietà e AGCI. Le organizzazioni sindacali CGIL FP e UIL FPL Campania, insieme alle centrali cooperative Legacoopsociali, Confcooperative Federsolidarietà e AGCI Imprese Sociali Campania, esprimono profonda preoccupazione per gli effetti drammatici che il nuovo bando dell’INPS  Home Care Premium rischia di determinare, in particolare nel sistema socio-assistenziale regionale.

Lunedì partirà la richiesta di un incontro urgente al prefetto di Napoli Michele Di Bari al fine di avviare un tavolo di discussione su un tema che preoccupa enormemente per le gravissime ricadute che si prefigurano sui territori.

Nella sola Campania, oltre 1.200 operatori sociosanitari rischia di perdere il posto di lavoro a partire da luglio 2025, a causa della loro esclusione dalle prestazioni previste nel nuovo avviso INPS.

A farne le spese saranno anche oltre 3500 cittadini non autosufficienti, che da anni contano su queste figure professionali per ricevere assistenza domiciliare qualificata, come già segnalato dall’Associazione Dirigenti Politiche Sociali Campania.

Il progetto Home Care Premium, attivo da oltre 15 anni, rappresenta un modello di welfare pubblico in collaborazione con la Cooperazione Sociale, in grado di garantire servizi personalizzati e prossimità alle famiglie

. In Campania sono coinvolti 40 Ambiti Territoriali Sociali e la rete cooperativa e professionale che ha reso possibile l’attuazione del progetto rischia oggi di essere smantellata senza una reale alternativa. Questo bando lascia sole le famiglie e colpisce la rete di protezione sociale che con fatica si è costruita, per proteggere le persone più fragili.

Le organizzazioni sindacali e le centrali cooperative chiedono all’INPS di rivedere con urgenza le modifiche introdotte, eliminando gli elementi più penalizzanti per i lavoratori e i beneficiari del progetto, tra cui il divieto di affidamento alle Cooperative sociali la gestione di molte delle attività operative, salvaguardando così posti di lavoro e competenze costruite nel tempo. Una scelta diversa significherebbe compromettere l’efficacia del sistema di assistenza domiciliare, mettere in ginocchio intere famiglie e impoverire il sistema di welfare che ha garantito coesione sociale e dignità per le fasce più deboli della popolazione. 

L’appello è firmato da Marco D’Acunto (FP Cgil Campania), Vincenzo Torino (UIL – FPL Campania), Anna Ceprano (Legacoopsociali Campania), Giovanpaolo Gaudino (Confcooperative Federsolidarietà Campania), Giuseppina Colosimo (AGCI – Imprese Sociali Campania).