A.D. 2026: buen camino a todos

Una rifessione sul film di Zalone che continua a spopolare nelle sale

Redazione
A.D. 2026: buen camino a todos

A.D. 2026: buen camino a todos. E’  appena iniziato un nuovo anno verso cui incamminarci. Il 2026 si presente come un  avventuroso viaggio temporale che affrontiamo  con animo grave di fervida speranza nel conseguire le più diverse mete.

Come da consueto rituale, anche  quest’anno il cinema    ha puntualmente proposto tanti film natalizi tra cui spicca Buen camino  con Checco Zalone  diretto da Gennaro Nunziante che sta  dominando  il box office italiano.

La trama del film è incentrata su un cammino, (anzi un Buen camino!), metafora di quello che speriamo sia un promettente inizio 2026.

Checco incarna la maschera di un volgare ricco di questi tempi. Sarà costretto, però, a percorrere il cammino che conduce a Santiago de Compostela. Si tratta di un pellegrinaggio che attraversa Francia Spagna, da fare a piedi esclusivamente a piedi.

Oltre che per motivi religiosi, in tanti si mettono in Cammino per riscoprire se stessi ed un rapporto diverso con la natura. A volte, questo cammino, viene diviso anche in anni diversi per essere portato a temine.

Zalone, , pur di recuperare il ruolo di padre accanto a Cristal, la figlia di appena sedici anni,  intraprendente e testarda che si avventura però, in questo lunghissimo viaggio, all’insaputa dei suoi genitori ), allarmati dalla sua improvvisa scomparsa. Da segnalare nel ruolo di madre, una deliziosa Martina Colombari che si mostra in una trasandate veste cinematografica.

Checco, smargiasso, sfaccendato, impegnato solamente a sperperare la sfacciata fortuna accumulata dal padre imprenditore ,rigorosamente brianzolo, riuscirà in questa difficile impresa?

Aiutato da una sorta di guida spirituale dall’eloquente nome Alma, che, infatti, si rivelerà essere una suora, recupera il rapporto con la figlia condividendone “stoicamente” il disagevole cammino.

Riesce, soprattutto, a farle superare il blocco psicologico che finora aveva impedito alla ragazza di portare a termine tutti i suoi agognati   progetti. Le  insegnarà a non arrendersi dinanzi alle prove della vita.

Grazie a questo novello papà ritrovato, infatti, per la prima volta la ragazza può  finalmente esultare perchè ce l’ha fatta”, riuscendo a concludere  il Buen camino dinanzi  alla meravigliosa cattedrale di Santiago di Compostela.

Ben diverso l’aulico viaggio  del Sommo Poeta: «Nel mezzo del cammin di nostra vita/ mi ritrovai per una selva oscura,/ chè la diritta via era smarrita».

Buen camino sembra tuttavia lontanamente richiamara  all’Opera Magna della letteratura italiana, la Divina Commedia.

Propone,infatti, un viaggio metaforico che, con altri mezzi espressivi invita alla riscoperta di noi stessi affinchè possiamo ritrovare, nella fede, quella «diritta via»  che, purtroppo, si può smarrire per le innumerevoli  insidie della vita.

Vaga allusione, sancita però dalla provvidenziale presenza di Alma, “moderna Beatrice” che, condividendo le difficoltà  dei due pellegrini lungo il percorso,  “li condurrà in salvo”.

Buen camino così, pur rimanendo semplicemente un irresistibile film comico, distinguendosi per le brillanti gag  del protagonista, lascia a noi tutti importanti spunti di riflessione.

In un momento storico molto difficile per l’umanità intera, abbiamo quanto mai bisogno di questo salutare viaggio interiore per ritrovare noi stessi e seguire la strada giusta che porta alla vera serenità. Pertanto un felice 2026 e, naturalmente, Buen camino a todos!

Luigia Compare