Airola: dopo mezzo secolo torna il commissario prefettizio al comune
Dal dopoguerra ad oggi è la teza volta che il comue viene commissariato
Airola: dopo mezzo secolo torna il commissario prefettizio al comune. Il copione, ad Airola, sembra ripetersi a distanza di decenni.
Con la mozione di sfiducia approvata ieri, 12 ottobre 2026, si chiude anzitempo l’esperienza amministrativa guidata dal sindaco Vincenzo Falzarano.
Con sette voti favorevoli in Consiglio Comunale, cala il sipario sull’ennesima giunta cittadina e s’apre la strada per l’arrivo di un nuovo commissario prefettizio.
Una pagina di crisi che riapre i libri di storia locale: non è infatti la prima volta che la città caudina si ritrova costretta ad affidare le proprie sorti a un funzionario dello Stato per superare le stasi della politica.
Per comprendere il presente, occorre fare un passo indietro fino al secondo dopoguerra. Nel 1950, Airola portava ancora i segni profondi del conflitto: le strade versavano in uno stato di grave degrado e abbandono.
A complicare il quadro arrivarono le dimissioni del sindaco dell’epoca, il dottor Giuseppe Cerni, costretto a lasciare l’incarico per problemi di salute.
La sfiducia e la spaccatura politica non tardarono ad arrivare, ben due terzi dei consiglieri rassegnarono le dimissioni, paralizzando di fatto l’Amministrazione.
Di fronte all’impossibilità di far funzionare la macchina comunale, il Prefetto di Benevento, Girolamo de Sena, nominò Commissario Prefettizio il dottor Raffaele Scognamiglio.
La sua gestione, tuttavia, durò pochissimo. Scognamiglio, già alla guida dell’Ospedale Civile “G. Rummo” di Benevento, trovava gravoso garantire la presenza e l’assiduità necessarie per gestire l’emergenza di Airola.
Così, il 9 novembre 1950, il Prefetto fu costretto a nominare un nuovo commissario e affidò le redini della straordinaria amministrazione al dottor Mario Liguori.
Trascorsero ventisei anni prima che Airola rivivesse lo spettro del commissariamento. Nel 1976, il pomo della discordia fu il bilancio di previsione.
Dopo continui rinvii e con i termini di legge ampiamente scaduti, il documento contabile arrivò in aula domenica 11 aprile 1976, rimediando una secca bocciatura.
Il Comitato Regionale di Controllo tentò un estremo salvataggio per evitare lo scioglimento dell’assise: respinse la delibera e invitò il sindaco Giuseppe Giordano e la giunta a riconvocare il Consiglio.
Ma l’effetto fu nullo. L’8 maggio 1976 il Consiglio Comunale confermò il proprio parere negativo.Per approvare il bilancio ed evitare il blocco amministrativo, il Prefetto di Benevento, Mastroiacovo, inviò il dottor Mario Gianni Bocchini in qualità di commissario ad acta, il quale portò a termine la delibera il 22 maggio.
Nello stesso giorno arrivarono il decreto di sospensione del Consiglio e la contestuale nomina del Commissario Prefettizio, il dottor Luigi D’Andrea.
Oggi, a distanza di cinquant’anni da quelle concitate giornate degli anni ’70, la storia si ripete. Con il voto dell’aula del 12 ottobre 2026, l’esperienza del sindaco Vincenzo Falzarano giunge al termine.
La città torna ora in una fase di transizione, in attesa che il Prefetto nomini il nuovo commissario che guiderà il Comune fino alle prossime elezioni.
I corsi e ricorsi storici insegnano che i periodi di commissariamento e di crisi istituzionale possono trasformarsi in un momento di svolta e di profonda riflessione per una comunità.
Ma la storia ricorda anche una verità fondamentale: il futuro di Airola non può rimanere prigioniero dell’inerzia politica. Per ripartire servono una visione chiara, senso di responsabilità e una reale capacità di progettare il cambiamento.