Airola, il plebiscito per Napoletano e il futuro della politica locale

Il Caudino
Airola, il plebiscito per Napoletano e il futuro della politica locale

Al netto di una discutibile parata in stile americano, la riconferma plebiscitaria del sindaco uscente Michele Napoletano segna un punto di svolta nella politica locale difficilmente opinabile. “Maikino” ha spianato la concorrenza interna ed esterna, annullando in maniera radicale gli oppositori che sono nati dalla stessa maggioranza che lo aveva sostenuto cinque anni fa (prima l’ex vicesindaco Pasqualino Ruggiero e poi l’ex capogruppo di maggioranza Pippo Maltese), nonché i big dello schieramento moderato di centrodestra, come l’ex senatore Mino Izzo e l’ex assessore regionale Vittorio Fucci jr, che hanno rinunciato alla discesa in campo e persino a costruire una lista ufficiale. Al di là della riconferma, alquanto scontata e ampiamente pronosticata, a stupire sono le dimensioni del trionfo elettorale: cinque anni fa, con quattro competitor anziché tre, Michele Napoletano totalizzò 2468 preferenze, pari al 43,55. Se i due principali avversari, Giuseppe Marsicano (su cui confluì il vicesindaco uscente Silvio Riviezzo) e il sempiterno Pasquale Lombardi, già primo cittadino di Airola, si fossero alleati, avrebbero, seppur di poco, superato la lista “Airola Città Nuova” (in orbita PD). Oggi, la neonata formazione – sempre d’impornta piddina – “Airola Bene Comune” si è guadagnata 3458 voti, pari al 62,5 per cento: sommando tutti i voti delle tre opposizioni in Consiglio, rispettivamente capeggiate da Antonietta Bernardo (Io sto con Airola), Pippo Maltese (Democrazia e Partecipazione) e Bartolomeo Laudando (Movimento 5 Stelle), si arriva appena a 2074 consensi.
La prima questione sul tavolo concerne, dunque, le modalità in cui Napoletano deciderà di capitalizzare un tale sostegno popolare, libero e democratico. Già nella giornata di ieri si sono rincorse le prime voci su una possibile candidatura del sindaco caudino alla Presidenza della Provincia (in virtù anche della sconfitta a San Giorgio del Sannio del presidente in carica, Claudio Ricci, cui la vittoria di Mario Pepe ha negato la conferma). Si tratta di illazioni premature, anche perché un’eventuale successo di Clemente Mastella al ballottaggio a Benevento in programma domenica 19 giugno muterebbe radicalmente lo scenario. Intanto, occorrerà vedere quali mosse il “caudillo” airolano vorrà/riuscirà a progettare all’interno del Partito Democratico. L’appoggio vistosamente enfatizzato di Carmine Valentino, segretario provinciale e sindaco di Sant’Agata de’ Goti, non va frainteso nei termini di una totale benevolenza nelle stanze beneventane del partito verso Napoletano, già scottato da una clamorosa bocciatura alle ultime provinciali. In particolare occorrerà vedere che tipo di carte Napoletano metterà sul tavolo dei rapporti con Umberto Del Basso De Caro, deus ex machina del PD sannita e sottosegretario alle Infrastrutture del governo Renzi. Un’altra possibilità è che Napoletano faccia pesare l’investitura alle prossime Regionali, sbocco più che legittimo, a quel punto, dopo un decennio di onorato servizio alla comunità airolana. Va anche tenuta sotto osservazione la situazione dell’Unione dei Comuni Città Caudina, consesso nel quale diverse scelte pro-Montesarchio hanno fatto discutere l’opinione pubblica: l’auspicio di molti è che ora Napoletano, lavorando magari in simbiosi con il collega Domenico Matera (Bucciano), rimetta in discussione il bilanciamento di poteri consolidato.
Sul piano squisitamente airolano, il sindaco, in campagna elettorale, ha messo molta carne a cuocere. Alla luce del plebiscito del 5 giugno, insieme agli onori proliferano gli oneri: al neosindaco spetterà fornire chiari indirizzi politico-amministrativi affinché il vasto programma di trasformazione urbanistica, sicurezza urbana, occupazione, tutela dell’ambiente e delocalizzazione delle strutture sportive sia attuato senza colpo ferire.
Dal punto di vista della composizione delle fila di maggioranza nel parlamentino airolano, le urne hanno riservato non poche sorprese. Se la mancata elezione degli outsider Immafederica Refuto e Roberto Stallone era nell’aria, ha destato scalpore il flop del segretario della sezione airolana del Partito Democratico, Diego Ruggiero, oggetto di una feroce polemica con Pippo Maltese sulla gestione politica dei democratici locali. Ruggiero era stato associato a Giulia Abbate, ex consigliere regionale, membro del consiglio d’amministrazione della Soresa (Società Regionale per la Sanità) – tra i più ambiti carrozzoni tra le partecipate della Regione Campania – nonché figlia dell’indimenticato giudice ed ex parlamentare ulivista Michele Abbate (scomparso nel 2012). Tuttavia qualcosa nel tandem non ha funzionato: Ruggiero non ha guadagnato l’ambita poltrona di consigliere comunale, pagando probabilmente il caos di contrapposizioni e diatribe interne al circolo airolano dovute alla sua gestione molto conciliante e interlocutoria. In conseguenza della debacle, l’avvocato Ruggiero ha rassegnato le dimissioni, aprendo un caso all’interno del Partito Democratico: ci si attende, a questo punto, una salutare resa dei conti, che ridia slancio all’azione politica del partito locale, magari puntando su forze fresche come la stessa Immafederica Refuto. Anche su questa questione, ricevuto l’appoggio parecchio ostentato di Valentino, il cerino è in mano a Napoletano, che presumibilmente lavorerà per assicurare al PD airolano una guida “sicura” e convintamente al fianco della nuova Amministrazione. D’altro canto, l’opposizione interna – che fa capo a Maltese – esce con le ossa rotta dal bagno di sangue elettorale, arrivando addirittura ultima tra le liste candidate con un modestissimo score di 477 preferenze. È evidente dunque che, anche in sede partitica, la minoranza PD avrà le polveri bagnate, in virtù di un pauroso problema di rappresentanza elettorale.
A proposito di Giulia Abbate, i più attenti osservatori della politica locale hanno notato come i risultati elettorali, di fatto, aprono la contesa per la successione a Napoletano. Due sono i profili che, sin da oggi, lavoreranno in questa prospettiva: l’ex consigliera regionale, premiata con 878 voti, se la vedrà con l’assessore uscente Carmine Influenza, forte di un bagaglio di addirittura 934 voti (con relativa palma del più votato in assoluto). Vedremo come si svilupperà la dialettica interna alla squadra di Napoletano e, soprattutto, in che misura il primo cittadino vorrà spendere energie e pedine per la sua successione. Di certo, sino ad oggi, Influenza è stato uno dei suoi più stretti collaboratori.
Scorrendo la lista degli eletti, fa notizia pure l’esclusione dell’assessore uscente Pierdomenico Ceccarelli, secondo alcuni penalizzato dal mancato appoggio ai principali progetti culturali cittadini. In realtà, molti dei risultati a sorpresa nello schieramento vincente nascono dall’applicazione del dispositivo di voto sulla doppia preferenza di genere (maschile e femminile). Sotto questo profilo, risulta impronosticabile (almeno nelle dimensioni) l’elezione della giovanissima Vincenza Buono che, alla prima esperienza politica, ha raggranellato addirittura 514 voti. Senza trascendere nel gossip politico, è evidente che, dietro la sua elezione, si muovono forze storiche della politica airolana.
Ritornano a Palazzo Montevergine, come ampiamente previsto, Angelina Capone (presidente uscente del Consiglio Comunale, 715 voti), Vincenzo Falzarano (ex assessore, vicesindaco uscente, 560) e Angelo De Sisto (già assessore, 333), mentre varcherà per la prima volta la soglia l’imprenditore Giuseppe Stravino (414). Infine compie il percorso dall’opposizione con cui fu eletto cinque anni fa alla maggioranza pro-Napoletano Antonio Falco, grazie ad un bottino non disprezzabile di 368 voti, con cui potrà apertamente sostenere l’amministrazione Maikino-bis dopo aver silenziosamente sostenuto quella precedente, con prolungate (e decisive) astensioni nell’ultimo scorcio della passata consiliatura. Se il criterio per la nomina degli assessori resterà ancorato al numero di preferenze guadagnato, le candidature più accreditate ad entrare in Giunta comunale sono quelle di Influenza, Abbate, Capone e Falzarano, ma, naturalmente, sono da assegnare anche lo scranno di Presidente del Consiglio comunale e quello di capogruppo di maggioranza – cariche che, qualora occupate da qualcuno nel quartetto dei più votati, rimetterebbero in gioco per il toto-assessori anche Stravino, De Sisto e Falco.
Sul piano delle opposizioni, il plebiscito pro-Michele pone una questione fondamentale di linea politica. In particolare, come si comporteranno i candidati sindaco Antonietta Bernardo e Pippo Maltese, che sono in ogni caso riconducibili in qualche modo al PD? Manteranno una linea di contrasto netto al leaderismo di Napoletano o proveranno ad imbastire tavoli di concertazione e dialogo su specifiche questioni? Staremo a vedere.
Dovrebbe essere invece un’opposizione intransigente quella dell’imprenditore Gennaro Falzarano, altra new entry in Consiglio, tra i critici più radicali dell’operato dell’amministrazione Napoletano.
Un elemento di sicuro positivo nella dialettica democratica è la presenza a Palazzo Montevergine, per la prima volta, di Bartolomeo Laudando che, in qualità di attivista del Movimento 5 Stelle, era stata la voce d’opposizione extraconsiliare più attiva nell’ultimo quinquennio. Partendo da una base di appena 225 voti racimolati nel 2011, la formazione grillina ha raddoppiato le preferenze, nell’ottica di una più incisiva e mirata costruzione di un’alternativa di governo grazie alla rappresentanza delle proprie istanze in Consiglio.
Detto della formazione vincente, un occhio agli sconfitti rivela alcune significative performance tra i giovani candidati: per la lista “Io sto con Airola” si sono distinti Marco Schettini (341), Irene Ruotolo (214) e Rosetta Bove (180), per la lista “Democrazia e Partecipazione” Irene Bellome (136), per i grillini Ferdinando Mango (135). La speranza è che la loro passione civile, sebbene non canalizzata nell’alveo istituzionale del Consiglio, continui a produrre ottimi frutti attraverso il quotidiano impegno tra associazioni, partiti, movimenti e comitati.

Mario Tirino