Airola: la Pro Loco chiede di intitolare una strada a Ennio Falco, l’eroe degli abissi
Falco ha scritto pagine indimenticabili della storia dello sport italiano
Airola: la Pro Loco chiede di intitolare una strada a Ennio Falco, l’eroe degli abissi. Il silenzio dell’oblio dura da troppo tempo. Da ieri, però, c’è una richiesta formale per spezzarlo: la Pro Loco di Airola, per iniziativa del suo presidente Franco Napoletano, ha ufficialmente chiesto al Comune di intitolare una strada o uno spazio pubblico ad Ennio Falco.
Un nome che forse ai più dirà poco, ma che rappresenta una delle pagine più straordinarie dello sport italiano e, soprattutto, un figlio dimenticato di Airola.
Chi era Ennio Falco? Per capirlo, bisogna chiudere gli occhi e tuffarsi nelle acque profonde e spesso buie degli anni Cinquanta. Un’epoca in cui l’esplorazione subacquea non era questione di computer, mute ipertecnologiche e bombole sofisticate, ma di coraggio, polmoni d’acciaio e puro istinto. Ennio Falco, nato ad Airola il 23 febbraio 1931, era fatto di quella pasta lì.
La sua era la sfida con l’abisso, un confronto con il mare che lo portò a diventare uno dei più grandi apneisti italiani di tutti i tempi. Un predestinato che trasformò il suo corpo in uno strumento perfetto per la caccia subacquea e l’immersione in apnea, guadagnandosi sul campo la Medaglia d’oro al valore atletico che riceverà da Giuseppe Saragat, al tempo Presidente della Repubblica.
I suoi successi parlano chiaro e risuonano come pietre preziose nella storia dello sport. Nel luglio del 1953, tra le acque di Procida e Ischia, Falco indossò per la prima volta la maglia di Campione Italiano di pesca subacquea.
Un titolo che bissò con la stessa grinta nel 1957 a Catania e confermò l’anno successivo, il 27 luglio 1958 all’Isola d’Elba, dove si impose con un punteggio mostruoso (57.630 punti) grazie alla cattura di cinque cernie, la più pesante delle quali superava i diciassette chili.
Ma la vera leggenda di Ennio Falco si scrive con il numerino della profondità. Insieme ad altri pionieri come Alberto Novelli, spinse il corpo umano oltre i limiti allora conosciuti. Il 1° febbraio 1951, a Procida, toccò i 35 metri in apnea.
Il 19 settembre 1956, a Rapallo, la svolta: Falco e Novelli superarono il record del celebre Raimondo Bucher, scendendo a -41 metri. Un’impresa che fece il giro del mondo.
Non solo apnea. Falco fu anche un “corallaro”, uno di quei temerari che negli anni Cinquanta si calavano (con le cosiddette “Ara”, le ingombranti mute a casco) alla ricerca dell’“oro rosso” nei fondali della Sardegna, tra Santa Teresa di Gallura e Alghero. Il 29 agosto 1959, a Nisida, toccò la ragguardevole profondità di 131 metri con l’elmo, sfiorando il record italiano.
Pioniero, campione, esploratore. Un uomo che ha dedicato la sua vita al mare, fino a quel tragico 11 maggio 1969, quando a soli 38 anni perse la vita a La Maddalena, in circostanze che lo legano per sempre alla leggenda di un altro gigante, Jacques Mayol, con il quale stava forse sperimentando nuove tecniche di immersione.
Eppure, nonostante un palmarès che farebbe invidia a molti, nella sua Airola il ricordo di Ennio Falco è quasi assente.
“Non possiamo permettere che la memoria di un uomo che ha portato il nome di Airola ai vertici del mondo sportivo venga dimenticata”, dichiara Franco Napoletano, presidente della Pro Loco. “Ennio Falco è stato un pioniere, un atleta che ha sfidato l’ignoto con il solo potere del suo respiro. Intitolargli una strada non è solo un atto dovuto, ma un modo per restituire alla nostra comunità, alla Città Caudina, un pezzo della sua storia e per offrire ai giovani un esempio di tenacia, coraggio e amore per lo sport”.
La richiesta, depositata ieri negli uffici comunali, è ora al vaglio dell’amministrazione. L’auspicio è che l’iter burocratico possa compiersi rapidamente, restituendo finalmente a Ennio Falco il posto che merita nella toponomastica e nella memoria collettiva della sua città natale.
Perché Airola, la Città Caudina, non possono più guardare al futuro ignorando le gesta di un figlio che ha sfidato il mare e che le ha rese grandi. in ogni caso la figura di Ennio Falco sarà adeguatamente ricordata nell’ambito della prossima MaratonArt, la rassegna curata dalla Pro Loco di Airola ormai da tempo e che sarà presentata in una conferenza stampa alla Reggia di Caserta il prossimo 1 aprile.