Airola: Maltese chiede la mobilitazione delle amministrazioni caudine contro la chiusura del centro di salute mentale
Il consigliere chiama in causa tutti i sindaci e i consigli comunali
Airola: Maltese chiede la mobilitazione delle amministrazioni caudine contro la chiusura del centro di salute mentale. La chiusura del Centro di Salute Mentale (CSM) di Airola ha lasciato tutti disorientati per la rapidità e la unilateralità del provvedimento appreso dalla stampa. Non è solo una questione di chilometri, soldi e affari aziendali.
In discussione c’è prima di tutto la dignità civica di un’area, quella della Valle Caudina che subisce tale provvedimento. Chiudere il presidio di salute mentale così come è stato fatto, significa dire
ai cittadini di quest’area ed ai pazienti che lo frequentano che il loro benessere non è una priorità strategica delle istituzioni locali.
Questo è il messaggio che arriva alla società civile. A maggior ragione se tutto ciò avviene, come ci raccontano dai giornali, senza nemmeno informare la politica locale dei Comuni della Valle
Caudina, in ordine alla quale andrebbe verificato quale sia l’effettivo peso, al di là di quello numerico, allo stato di interesse solo dei tavoli elettorali, se accade tutto ciò.
Bisognerebbe cominciare a pensare come poter fare sentire la voce degli oltre 60.000,00 abitanti dell’area Caudina, anche attraverso importati azioni delle rispettive cariche elettive. Non bastano le promesse. I fatti oggi sono che il CSM è stato chiuso per inadeguatezza delle infrastrutture e, da un lato il Comune di Airola declina le competenze di tali inadempienze all’ASL, mentre quest’ultimo, per il tramite del proprio comitato dei Sindaci, fa sapere a mezzo stampa che il servizio tornerà ad Airola se e quando il Comune di Airola ripristinerà le condizioni necessarie delle infrastrutture o proporrà un’alternativa adeguata.
Nel mentre tutti chiacchierano, i Cittadini della Valle Caudina soffrono le inadeguatezze delle Infrastrutture. Chi doveva provvedere ad esse? Chi avrebbe dovuto adoperarsi per scongiurare
tutto ciò? Quando finirà lo scarica barile tra la politica e chi deve assicurare i servizi all’utenza?
Ci rivolgiamo quindi ai Sindaci ed ai Consigli Comunali della Valle Caudina ed a loro chiediamo di valutare la possibilità di essere i capi fila di un nuovo ordine di pensiero, libero dalle posizioni incancrenite che oggi aumentano il “dividi et impera” vigente in maniera marcata nelle aree interne.
Li esortiamo ad essere uniti a favore di una nuova cultura politica più adeguata alle esigenze locali, diversa dal passato, esclusivamente orientata agli interessi del territorio, anche sacrificando qualche aspirazione di parte o di partito che si voglia considerare.
Si potrebbe cominciare, per esempio, dalle prossime elezioni provinciali.
Chissà cosa accadrebbe se tutte le cariche elettive comunali della Valle Caudina agissero compatte e nella stessa direzione in ordine alla chiamata alle urne del 28.02.2026. Forse qualcuno si accorgerà che esiste una realtà, la Valle Caudina, che merita dignità e rispetto come altre realtà ad oggi più fortunate, non tanto per chi fino ad ora l’ha rappresentata, quanto per gli oltre 60.000,00 cittadini che la abitano.