Bonea, Milano, Roma: così Pagnozzi perse la presidenza del Coni

Bonea, Milano, Roma: così Pagnozzi perse la presidenza del Coni

12 Dicembre 2015

di Il Caudino

Valle Caudina. Isa, Bobo e Giovanni. Una caudina, un lumbàrd ed un esponente del generone romano, per giubilare un altro caudino Raffaele Pagnozzi. Il Fatto Quotidiano pubblica una serie di intercettazioni, effettuate dalla Dia di Reggio Callabria, tra il presidente del Coni Malago’ e l’allora portavoce del segretario della Lega, Roberto Maroni, che spiegano, almeno in parte, l’elezione dello stesso Malaga a scapito del sammartinese Raffaele Pagnozzi. Le votazioni per il numero uno dello sport italiano, che dovrebbe essere all’insegna almeno della correttezza, ma questo è solo un dettaglio, si svolsero il 25 febbraio del 2013, una settimana prima delle elezioni politiche. Favorito era proprio Pagnozzi ma, a sorpresa, con appena cinque voti di scarto, la spuntò Malago’. Proprio le intercettazioni spiegano come, almeno, uno di questi voti è stato conquistato. Malago’ parla con Isa, ossia la Votino (da Bonea), chiedendo l’appoggio di Maroni per avere il voto favorevole di Cristian Zamblera, assessore del Carroccio a Casazza, in provincia di Bergamo e presidente della Federazione danza sportiva. In cambio, offre proprio alla Lega la figura del potente segretario generale nel giovane di Lecco, Carlo Mornati, sempre vicino agli integerrimi lumbàrd quelli di Roma Ladrona. La Votino media, ottiene l’appoggio del deputato Giacomo Stucchi che, a sua volta, convince Zamblera. Malago’ viene eletto presidente ma Mornati non viene nominato segretario generale bensì suo vice. Pagnozzi è sconfitto e tradito perché, come dice il suo rivale in una intercettazione, avrebbe nominato  segretario il rosso Riccardo Pancalli che da commissario ha portato un po’ di pulizia nel calcio. Sempre come riferisce Il Fatto, secondo Malago’ non ci sarebbe nulla di male in queste telefonate. E se lo dice lui. Il presidente del Coni, però, dimentica che in un’altra telefonata con Isa offre a Maroni i cinque milioni di tesserati che lui rappresenterebbe in caso di elezioni. Viva lo sport.

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