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Bucciano: un caso di buon governo

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8 anni fa - 16 Marzo 2014

Il refrain è ovunque. Assordante, fastidioso, avvilente: “In Italia non si può governare bene, i Comuni sono senza soldi, la Campania è destinata a soccombere, il Sannio sta morendo”.
Ci sono principi di verità, in tutto questo, e ovviamente c’è un ampio dibattito politico attorno a queste circostanze ineluttabili di declino del nostro Paese, della nostra Regione e della nostra Provincia.
Ma siamo sicuri che questo destino sia veramente implacabile?
Che non si possa fare nulla?
Che le uniche isole di buongoverno nello Stivale vadano rintracciate al di sopra dell’Arno o ancor più su?
In realtà, basta passeggiare per via Parata e dirigersi verso un piccolo paese oggi candidato a divenire la perla della Valle Caudina: Bucciano.
Ci si imbatte in una gestione urbanistica impeccabile: strade pulite e funzionali; il centro abbellito da fioriere; lavori di riqualificazione realizzati in tempi umanamente accettabili; il tentativo di acquisire al patrimonio comunale il rudere di via San Giovanni per trasformarlo o in un parcheggio pubblico o in un edificio di edilizia residenziale.
E i servizi? A Bucciano c’è uno spazio di meravigliosa convivialità: un parco giochi con giostre nuove e manutenzione continua, in cui nei pomeriggi assolati si può godere dello spettacolo sempre commovente di bimbi di ogni età intenti ai loro giochi.
Tutto qui? Nient’affatto. Il sindaco Domenico Matera, giunto al secondo mandato dopo un’elezione plebiscitaria, ha saputo dare altri segnali importanti, non solo ai propri cittadini ma all’intera popolazione della Valle. Come? Innanzitutto rinunciando e adoperandosi perché gli assessori rinunciassero alle indennità di carica. Altra mossa concreta è stata la previsione di forme di sostentamento per i cittadini meno abbienti per alleviare il peso della Tares.
Cosa dire ancora della capacità progettuale di questa amministrazione? A Bucciano, grazie ad un progetto dell’importo complessivo di oltre tre milioni di euro, nascerà nei prossimi anni un polo polisportivo di richiamo provinciale.
Ma i progetti in cantiere sono molti altri e, qui, per ragioni di spazio e tempo, non possiamo nemmeno richiamarli tutti.
Quando si osserva una tale dedizione al bene comune, per l’osservatore indipendente è persino superfluo verificare a quale partito appartenga il primo cittadino in questione (per dovere di cronaca, precisiamo, è di Forza Italia). Ma vale la pena approfittarne per congratularsi con lui pubblicamente.
Queste positive note sulla rinascita buccianese acuiscono il senso di amarezza diffuso per lo stato di degrado in continuo peggioramento di Airola. Michele Napoletano è una persona generosa e un sindaco che si spende al massimo delle proprie forze. Magari, al ritorno dalla trasferta a New York, potrebbe chiedere un consiglio a Matera, che, a quanto si vede in giro, ai proclami roboanti preferisce i fatti sostanziosi.
Nel 1975 i Napoli Centrale, la band jazz e progressive di James Senese e Franco Del Prete, pubblicò nell’album omonimo la canzone “‘A gente ‘e Bucciano”, un grido di dolore e protesta sulla condizione dei lavoratori meridionali lontani dalle proprie radici. Forse c’è chi sta pensando di creare a Bucciano le condizioni perché i buccianesi non siano più costretti a girovagare per il mondo in cerca di fortune e possano vivere in un paese civile, progredito e ben amministrato. E ad Airola? Prepariamo le valigie, prepariamo le valigie. O no, sindaco?

Mario Tirino

Bucciano: un caso di buon governo