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Attualità

Campagna caudina per l’affido dei minori stranieri

di  Redazione  -  1 Luglio 2020

Campagna caudina per l’affido dei minori stranieri. Il Centro Servizi Noi x Voi di Pannarano intende promuovere una Campagna informativa circa l’ Affido  dei Minori Stranieri non Accompagnati

Desideriamo offrire una concreta opportunità per dare accoglienza ai tanti minori non accompagnati che arrivano in Italia.

L’accoglienza mediante affido familiare è una realtà da scoprire e valorizzare, infatti mediante questo strumento si può dare una concreta risposta alla continua “emergenza Accoglienza” di quei minori sfuggiti alla guerra e alla miseria e, come spesso ci hanno abituato le cronache odierne,  scampati alle tragedie del mare.

L’affido familiare, per noi del Centro Servizi Noi x Voi rappresenta un concreto modo per garantire un’accoglienza adeguata  ai numerosi minori non accompagnati e alle madri sole che sbarcano sulle nostre coste.

Non si tratta di un’adozione ma di una misura temporanea, ratificata dal Tribunale dei Minori. L’affido è aperto a tutti; coppie sposate e conviventi, etero e omo, single, senza limiti d’età. Chi è interessato deve rivolgersi ai Servizi sociali degli Enti locali. Certo non può essere un capriccio; si fa un percorso di formazione con assistenti sociali e psicologi, e alla fine viene proposto un abbinamento con un ragazzo selezionato in una comunità di accoglienza. Non entra in casa il primo che capita. Al tempo stesso, anche le famiglie devono dare garanzie.

Minorenni stranieri

Parliamo dei MSNA, minorenni stranieri che arrivano in Italia non accompagnati, bambini costretti a crescere in fretta, che hanno subito traumi e affrontato un viaggio in cui molto spesso hanno rischiato la vita. Sono adolescenti adultizzati, o per scelta o perché hanno perso i genitori durante il tragitto.

I minori stranieri non accompagnati sono considerati dalla letteratura scientifica soggetti ad alto rischio psicopatologico e psicosociale. Alcuni soffrono di disturbo post-traumatico da stress. Il punto è che sono nel mezzo di una doppia transizione, Da una parte quella migratoria, che li sradica dalla realtà che conoscono e mette a rischio i loro significati di vita. Dall’altra sono in una fase adolescenziale complicata da cambiamenti culturali e di contesto, e dalle brutte esperienze che spesso hanno vissuto. Negli studi su questi ragazzi e ragazze, ritorna spesso un termine: “resilienza”. In psicologia è definita come la capacità di far fronte a eventi traumatici, la forza di riorganizzare la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi senza alienare la propria identità. Una capacità che potrebbe essere supportata dalle istituzioni, tenendo a mente un fatto semplice. Ovvero che questi “minori stranieri non accompagnati”, prima di essere stranieri, sono ragazzi.

Il rischio è che se non correttamente orientati, questi minori, finiscano nelle maglie della criminalità, dello spaccio e, nel caso delle femmine, della prostituzione. Molti, segnala il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, vengono spesso sfruttati nei cantieri e nei campi.

Comunità

La quasi totalità di questi ragazzi è accolta all’interno di comunità di accoglienza per minori. Strutture che, per quanto gestite da personale qualificato, non possono sostituirsi al supporto e l’affetto di una famiglia. L’affido spesso crea un legame che continua anche dopo il raggiungimento della maggiore età.

Dal 2017 in Italia esiste la legge Zampa, che per la prima volta in Europa rende obbligatoria l’accoglienza dei minori non accompagnati e predispone due forme di tutela: l’affido in famiglia e il tutore volontario. Ad oggi però, solo il 3% dei minori ha potuto beneficiare dell’affido familiare. Ma il sistema non decolla,. Innanzitutto, mancano le famiglie affidatarie.

Tutte le regioni sono infatti chiamate a promuovere in via prioritaria l’affido familiare di minori stranieri non accompagnati e l’istituzione di albi regionali di tutori volontari – da non confondere con l’affido familiare – disponibili ad assumere la tutela legale senza diventarne affidatari di minori stranieri soli. La legge stabilisce infatti che: “Gli enti locali possono promuovere la sensibilizzazione e la formazione di affidatari per favorire l’affidamento familiare dei minori stranieri non accompagnati, in via prioritaria rispetto al ricovero in una struttura di accoglienza”.

In questa ottica, il nostro obbiettivo è quello di sensibilizzare, agevolare ed informare tutti coloro che fossero interessati a questo tipo di iniziativa. Coloro che avessero interesse all’affido familiare possono scrivere all’indirizzo mail: [email protected]

 

Educatore Professionale

Dott. Massimo Diglio