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Campania, il Tar ordina: Elementari e medie tornino a scuola

Già dal 25 gennaio
di il caudino
3 mesi fa
20 Gennaio 2021

Campania, il Tar ordina: Elementari e medie tornino a scuola. E’ quanto emerge da una sentenza del Tar Campania.

Il Tar della Campania boccia il governatore Vincenzo De Luca e apre al ritorno alle lezioni in presenza per le scuole elementari e medie della Campania.

Il decreto firmato dalla presidente Maria Abbruzzese accoglie per la prima volta un ricorso presentato contro le ordinanze del governatore De Luca che fino ad oggi limitano le lezioni in presenza alle prime  due classi della scuola primaria. La Regione corre ai ripari e prepara l’ordinanza che riapre quarta e quinta elementari.

Campania, il Tar ordina: Elementare e medie tornino a scuola

L’istanza cautelare era stata presentata da famiglie e dal gruppo Pillole di Ottimismo che ha supportato con relazioni tecniche e scientifiche le posizioni dei legali che già avevano vinto analogo ricorso in Lombardia.

Per quanto riguarda gli effetti della decisione, scrive il Tar, la sospensione delle ordinanze regionali, con riferimento alle sole scuole elementari e medie, è “da intendersi autoesecutiva quanto alle classi della scuola elementare” che, si legge nel decreto,  “sono allo stato già aperte sia pure per un numero più limitato di studenti e che non richiedono misure ulteriori ai fini della riapertura totale”.

Per quanto riguarda le scuole medie, “essendo invece necessarie attività propedeutiche alla materiale riapertura”, che sono “di competenza dei singoli dirigenti scolastici”; l’accoglimento “deve intendersi nel senso” che la Regione non potrà reiterare una nuova ordinanza che disponga la “ulteriore sospensione delle attività didattiche in presenza oltre il 24 gennaio 2021”; e che spetta agli organi regionali “impartire ogni disposizione necessaria o opportuna per consentire la riapertura delle scuole medie entro il 25 gennaio 2021”, beninteso sempre “fatte salve le competenze dei Sindaci e del Dirigenti scolastici”.

Dilazione

In ogni caso, “l’eventuale ulteriore dilazione, purché di ragionevole e certa durata, potrebbe essere presa in considerazione solo quale misura determinata da specifiche e peculiari difficoltà operative locali, ma non potrebbe comunque essere giustificata come misura generalizzata su tutto il territorio regionale”, sottolinea il presidente della quinta sezione.

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