Canile lager scoperto in una palazzina

Decine di animali in condizioni crtiche

Redazione
Canile lager scoperto in una palazzina

Canile lager scoperto in una palazzina. Canile lager scoperto in una palazzina. Dall’esterno sembrava un edificio come tanti: un palazzetto di due livelli, costruito nel secolo scorso, nascosto in una traversa di viale Lincoln, a Caserta. Nulla faceva presagire ciò che si celava dietro quelle mura.

Ma una volta entrati, i veterinari dell’Asl Caserta insieme ai militari del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri si sono trovati davanti a una realtà sconvolgente: decine di animali costretti a vivere in condizioni incompatibili con qualsiasi forma di tutela e dignità.

L’intervento  è scattato dopo una segnalazione anonima che ha permesso di far emergere una situazione giudicata di estrema gravità dagli operatori intervenuti.

Il Servizio Veterinario dell’Asl, attraverso il gruppo di lavoro impegnato nei controlli di igiene urbana e coordinato dal dottor Stefano Reccia, ha proceduto al sequestro di 45 cani e 10 gatti all’interno di uno stabile privato a poca distanza dal centro cittadino.

Gli animali erano rinchiusi in locali completamente chiusi, saturi di cattivi odori e privi di aerazione. In diverse stanze, pavimenti e pareti risultavano imbrattati da escrementi, con accumuli di feci e urina.

Alcuni esemplari erano confinati in gabbie o trasportini improvvisati, in spazi ristretti e del tutto inadatti. Numerosi animali presentavano ferite o patologie evidenti, mostrando segni chiari di sofferenza.

Tutti gli esemplari sequestrati sono stati trasferiti nei canili sanitari dell’Asl Caserta, dove stanno ricevendo assistenza e cure veterinarie. I cani sprovvisti di microchip saranno sterilizzati e inseriti nei percorsi di adozione.

Tra gli animali recuperati figurano anche cani di razza e di rilevante valore economico, tra cui bulldog inglesi e francesi, maltesi, chihuahua e un pitbull.

All’interno dell’abitazione viveva una donna di 54 anni, residente a Caserta, che ha dichiarato di aver raccolto gli animali dalla strada per accudirli. Una versione che non ha convinto gli inquirenti, portando alla denuncia per maltrattamento di animali.

La donna viveva in condizioni igieniche precarie, in promiscuità con gli animali. Sono ora in corso accertamenti sulla provenienza dei cani microchippati, per i quali non risultano denunce di smarrimento. Le indagini proseguono.