Cervinara: addio a Regina Stingo, la bidella dal cuore grande
Un lutto sincero per la scuola cervinarese
Cervinara: addio a Regina Stingo, la bidella dal cuore grande. IL 2026 si è aperto in modo tragico per la famiglia Clemente-Stingo di Cervinara. Proprio il primo giorno dell’anno è venuta a mancare la signora Regina Stingo a soli 70.
La signora Regina era la vedova di Aldo Clemente e lascia i figli Vito, Luigi e Katiuscia gli adorata nipotini Regina, Aldo Marco e Nicole.
Altre tre nipoti, le figlie della sorella, Virginia, Alessandra e Rossella Moscatiello hanno deciso di ricordarla scrivendole una lettera toccante che volentieri pubblichiamo sulle colonne del nostro giornale.
“Ciao zia Regina,
la nostra” bidella” dal grembiule e dal cuore grande.
Non ci sono abbastanza parole per raccontare chi sei stata davvero. Ma una cosa è certa: chi ha conosciuto zia Regina non può dimenticarla.
E noi, che abbiamo avuto il privilegio di essere le sue nipoti, oggi vogliamo salutarla come merita. Con gli occhi lucidi, sì, ma anche con il cuore pieno di gratitudine e sorrisi.
Zia Regina era in pensione da qualche anno, ma per tutti resterà per sempre “la bidella”, quella vera, di una volta. Quella con le ciabatte ai piedi, il grembiule sempre addosso, e un’energia che sembrava inesauribile.
Nelle sue mani c’era sempre qualcosa da fare, da sistemare, da aggiustare. Nella sua voce, una battuta pronta, un rimprovero affettuoso o una carezza nascosta.
Scaltra, semplice, generosa fino all’ultimo giorno, zia Regina era amata da tutti: dai bambini, dai colleghi, dai genitori.
Era quella presenza discreta ma essenziale, che ti accoglieva con un sorriso, sistemava le piccole cose e alleggeriva anche le giornate più pesanti.
Ma zia Regina non era sola; aveva le sue grandi amiche, compagne di una vita, quelle che “quando trovi un amico, trovi un tesoro”: Angelina, Carmelina, Vincenza , Giovanna, Maria e Gigginella.
Con loro ha condiviso risate, confidenze, passeggiate e pomeriggi pieni di affetto sincero. Erano una squadra, un piccolo universo di solidarietà femminile fatto di caffè, racconti e tanta vita vissuta insieme. Le amava profondamente e siamo certe che il legame che le univa andrà oltre ogni addio.
Per noi era molto di più. Era famiglia, radici, esempio di amore, dignità e lavoro silenzioso. Con lei abbiamo riso tanto e anche imparato a crescere.
Oggi, anche se la scuola da tempo non era più il suo posto quotidiano, sappiamo che ogni corridoio conserva ancora un po’ di lei.
Perché le persone come zia Regina restano. Nelle memorie, nei racconti, nei sorrisi di chi la ricorda con affetto.
Ora che non c’è più una piccola nuvola si spegne, una magia s’interrompe ma non tutto inizia e tutto finisce, sempre. C’è sempre qualcosa che si trasforma, ovunque.
Il tuo corpo, il tuo sorriso il tuo spirito ora viaggiano tra le braccia grandi del Creatore che ti ha chiamata e accolta come una figlia e poi raccolta come un fiore.
Ora sei lì, ad abbracciare le tue sorelle, tuo fratello, tuo marito, a chiamare di nuovo la tua mamma a sorridere a guardare giù per le stelle…a fare discendere il tuo amore dalle nuvole sui tuoi figli, sui tuoi nipoti, sulle tue amiche, sulla tua famiglia.
Il tuo grande senso dell’ umorismo si diffonde nel cielo come un urlo poetico a renderci tutti felici. Il nostro è solo uno splendido arrivederci, detto col cuore, parlato con le labbra, aperto all’universo.
Hai aggiunto la tua forza a questa Terra, hai messo allegria nelle nostre vite, hai lottato, hai vinto e hai perduto…hai aiutato bambini e intere famiglie, maestri e professori; hai tenuto alla tua scuola come fosse casa tua…E non dimenticheremo come ci proteggevi, conoscendo i difetti.
Sei stata struttura, amore, gentile passione… Simpatia, risolutezza grande lealtà ma soprattutto sincerità: non t’importava, tu davi “pane al pane, vino al vino”. Eri schietta, anche se faceva male.
Ma chi ti guardava negli occhi, capiva che simpatizzavi con le nostre debolezze, che con ironia giocavi con le nostre compassioni, mentre tu avevi i tuoi dolori.
Hai aiutato intere generazioni e ora, un intero paese ricorda il tuo nome: un pilastro per la tua scuola che ora chiusa, piange come un bimbo che perde la sua mamma.
Quel giorno mi dicesti: “è uscito anche il sole” e sorridesti felice, libera finalmente da antichi dolori.
Arrivederci zia. Il Signore è la nostra rocca, il nostro rifugio il nostro sole oltre le nuvole.
Le tue nipoti
Virginia, Alessandra e Rossella”