Cervinara, Amministrative: le proposte del Partito Comunista d’Italia

27 Febbraio 2015

Cervinara, Amministrative: le proposte del Partito Comunista d’Italia

Per le elezioni comunali di maggio prossimo, il PCd’I (Partito Comunista d’Italia) cittadino, diretto da Luca Servodio, si propone con un documento programmatico di diverse e fitte pagine.
In esso, si parte dal Turismo che viene inteso “come insieme di beni, sevizi, valori ed opportunità” che si offrono alla fruizione dei turisti. Occorre, quindi, curare l’accessibilità e la mobilità interna all’area; badare alla valorizzazione del territorio di competenza; coordinare le regole dell’impegno degli organismi locali e della rappresentanza imprenditoriale e locale; favorire la vita turistica con iniziative varie”.
Si passa, poi, all’Artigianato e alla Piccola Impresa che devono essere messi “in condizioni favorevoli, fornendo infrastrutture e servizi alle aree produttive per vincere le sfide dell’innovazione”.
Per quanto riguarda il Commercio, il documento prevede lo sviluppo “delle piccole attività commerciali soprattutto nei centri storici e nelle periferie”.
Non meno interesse è rivolto alla tutela del territorio attraverso la sua “messa in sicurezza, il recupero delle aree urbane e dei “centri storici” e la riqualificazione degli spazi aperti”. Fondamentale, pertanto, è il ruolo del Piano Urbanistico Comunale (PUC).
Per la salvaguardia dell’ambiente e dell’agricoltura il Partito Comunista si propone di: realizzare impianti per la produzione di energia rinnovabile; impianti di compostaggio e rifondare l’agricoltura.
Inoltre, per l’efficientamento della macchina amministrativa occorre far emergere “capacità gestionali e di controllo”.
Infine, i settori della cultura e dei servizi sociali: il primo attraverso unapromozione culturale del territorio inteso in senso ampio e comprendente risorse culturali sia materiali che immateriali: espressioni identitarie ed eredità del passato da trasmettere alle generazioni future”.
Gli obiettivi del secondo, la tutela delle fasce più deboli e la promozione di “condizioni di benessere e inclusione nella comunità delle persone e delle famiglie per prevenire, rimuovere e ridurre situazioni di disagio dovute a condizioni economiche, psico-sociali o ad altre forme di fragilità”.

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