Cervinara: Anna Marchese dal diabete alla matematica in cucina

Redazione
Cervinara: Anna Marchese dal diabete alla matematica in cucina

Cervinara. Anna Marchese, trenta anni, cervinarese doc, ha meritato ben quattro pagine della rivista Cucina a Sud.
Il settimanale, nel numero della scorsa settimana, si è interessata a questa giovane cervinarese, laureata in matematica, che vive a Roma da quattro anni e lavora come Business Analyst presso Accenture, perché da quasi un anno ha aperto un blog nel quale abbina matematica e diabete in cucina.
Migliaia i followers che seguono i consigli di Anna che  dispensa nella sua rubrica www.matematicaincucina.it
“Del mio lavoro non parlerò mai, -scrive nella pagina di presentazione del suo blog- vi assicuro anche questo! Parlerò di tutto il resto, parlerò di cucina, di sport, di alimentazione e di diabete. … L’alimentazione è una mia passione, non ho nessun titolo in campo scientifico o medico, ma mi piace documentarmi, approfondire articoli di salute, di alimentazione, di diete, di benessere fisico e psicologico… Non sono vegana, né vegetariana, né crudista: mangio bene, mangio sano, mangio tutto ciò che mi fa bene e che il mio fisico può tollerare. Sono diabetica da quando avevo 16 anni e questa è la mia vita: lavoro, salute, sport e alimentazione sono condizionati l’un l’altro da questa patologia.
matematicaincucina.it nasce con questo intento: condividere con voi, diabetico o non, a dieta o non, sportivo o non, la vita da diabetico, da ogni punto di vista”.
Nel suo blog, Anna propone non solo ricette sane e salutari, ma offre anche il conteggio (da quì la matematica) dei contenuti glicemici, a chi soffre di diabete e ama mangiar bene, ed una serie di proposte gluten free o adatte agli intolleranti.

La ragazza cervinarese conclude la sua presentazione del blog con una speranza: “In questi anni ho “frequentato” diversi ospedali, iniziando dai reparti pediatrici, e ricordo con tristezza bambini e adolescenti che vivevano male la nostra patologia, a tal punto da vergognarsene e nascondersi. A questi ragazzi, ormai adulti, io vorrei far conoscere la mia vita perché capiscano che il diabete, per fortuna, si gestisce e può non essere invalidante”.