Cervinara: domani la processione della Vergine Addolorata

Un momento sentito da tutti i cervinaresi e non solo

Redazione
Cervinara: domani la processione della Vergine Addolorata

Cervinara: domani la processione della Vergine Addolorata. Domani, 27 marzo 2026, solenni celebrazioni al santuario diocesano dell’Addolorata; a Cervinara il venerdì che precede la Domenica delle Palme non è un venerdì come tanti altri, ogni anno si aspetta con fervore e attesa trepidante l’uscita dell’antica e venerata immagine della Beata Vergine Addolorata, la Regina di Cervinara.

E’ il giorno dell’affidamento, del ringraziamento, della intercessione, dell’antico e sempre nuovo patto d’amore di un popolo che si vuole tenere stretto al Cuore della Madre, è il giorno della Fede di un popolo che Crede, Spera e che si sforza di Amare.

È l’incontro con la Madre, l’appuntamento annuale a cui nessuno vuole mancare; forte è la commozione e la nostalgia di chi è lontano, tant’è che le richieste di foto, video e messaggi vocali intasano la rete della preghiera e del raccoglimento.

I cervinaresi all’estero fanno i conti con il fuso orario per seguire in diretta la breve ma intensa processione, per loro è come fare ritorno, anche per un solo attimo, alla propria casa natia, ai propri affetti, alle proprie origini, all’appartenenza identitaria.

L’Addolorata rappresenta il Ponte tra Cervinara e i suoi figli ovunque sparsi. Portata in processione scende lo scalone dell’abbazia/santuario (per l’occasione è tornato a splendere su iniziativa del Commissario prefettizio e dell’ufficio tecnico del comune) percorre via San Gennaro per poi incontrare la folla dei fedeli nella gremita piazza Regina Elena, ed è proprio lì che la statua appare in tutta la sua imponenza, con il suo viso fortemente espressivo, che accenna al dolore, ma rapisce per la sua dolcezza materna e rassicurante, facendo già intravedere la Luce della Vittoria di Suo Figlio sulla morte.

Sì, perché il popolo cervinarese sa bene che l’Addolorata è la Vergine della Speranza, la Vergine della Pasqua, la Regina Vittoriosa, che le lacrime versate ai piedi della Croce, nel silenzio e in una angosciante solitudine, sono balsamo alle ferite del Cristo e preludio alla Sua Resurrezione.

L’Addolorata ci ha rigenerati alla Grazia con i suoi Dolori e anche per questo è Cooperatrice di Salvezza. Suggestiva è l’entrata e l’uscita dal Palazzo Marchesale che domina la piazza, la cui origine storica e devozionale merita un approfondimento a parte.

In un articolo di qualche giorno fa leggevo delle visite di illustri prelati e vescovi che hanno arricchito questa giornata con la loro presenza nel santuario, tra quelli già ricordati, come Raffaele Calabria, Carlo Minchiatti, Serafino Sprovieri, Andrea Mugione, Loris Capovilla, il venerabile Francesco Saverio Toppi, il cardinale Salvatore De Giorgi, si aggiunge anche il ricordo di Antonio Forte da vescovo di Avellino e poi di Ischia, Mario Milano vescovo Sant’Angelo Dei Lombardi – Nusco e Bisaccia, Francesco Zerrillo da vescovo di Lucera-Troia prima e divenuto di casa poi da vescovo emerito, Gennaro Prata arcivescovo missionario della Bolivia, Francesco Pio Tamburrino abbate ordinario di Montevergine, Gastone Mojaiskj Perrelli delegato pontificio del Congo.

Un saluto e un ringraziamento particolare è doveroso rivolgerlo a mons. Felice Accrocca, da arcivescovo di Benevento non ha fatto mai mancare la sua presenza e ci mancheranno i suoi accorati inviti, al rientro della processione, sul sagrato del santuario al grido di: “EVVIVA MARIA, EVVIVA MARIA…EVVIVA MARIA” per poi impartire la sua benedizione apostolica.

Chissà, in un futuro non troppo lontano, ritornerà a farci visita come arcivescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno. Eccellenza quando può torni ad incontrare il popolo di Cervinara e a pregare con tutti noi la Vergine Addolorata, ne saremo onorati.

Antonio Raucci