Cervinara: emigrazione anticipata e partenza anche degli anziani, problemi epocali per i nuovi amministratori
Case e strade vuote per un paese che si spopola sempre più
Cervinara: emigrazione anticipata e partenza anche degli anziani, problemi epocali per i nuovi amministratori. Una piccola domanda che, certamente, resterà inevasa? Gli aspiranti sindaci di Cervinara, i tanti candidati al consiglio comunale hanno letto o sentito parlare dell’ultimo rapporto Svimez? Stessa cosa si potrebbe chiedere anche a tutti gli altri amministratori caudini.
Innanzitutto spieghiamo che La Svimez, associazione per lo sviluppo dell’Industria e del Mezzogiorno, è stata fondata nel 1946. A dicembre compirà gli ottanta anni ed è un’associazione senza fini di lucro che include nel suo statuto lo scopo di promuovere lo studio delle condizioni economiche del Mezzogiorno d’Italia, al fine di proporre concreti programmi di azione e di opere intesi a creare e a sviluppare le attività industriali.
Ogni anno produce un rapporto che analizza le maggiori criticità della nostra terra e cerca di dare dei segnali di dove e come poter intervenire.
Ci permettiamo di segnalare due capitoli di questo rapporto che ci hanno, fortemente, colpiti. Da anni, anche su questo giornale, parliamo di desertificazione dei borghi piccoli e grandi del meridione. La Svimez che, come si dice, ha il polso della situazione descrive ancora un altro fenomeno che ci sembra davvero molto inquietante.
Si parla, infatti, della cosiddetta emigrazione anticipata. Che cosa vuol dire? Sino a qualche anno fa, vedevamo partire i giovani laureati che, formatisi nelle università del Sud, erano costretti ad andare al Nord per poter aspirare ad un ruolo consono agli studi effettuati.
L’emigrazione anticipata ci descrive lo spostamento al centro-nord non, una volta laureati, per cercare una occupazione adeguata, ma già per studiare all’università, consapevoli che questo li faciliterà nella ricerca del lavoro e a livello di remunerazione. Questo vuol dire che se prima si partiva intorno ai 25 anni, oggi si va via già a 19 anni. E le università del meridione non fanno nulla per arginare questo fenomeno.
Ma ancora un’altra voce di questo rapporto ci fa sprofondare nella più profonda preoccupazione. Sino a poco tempo fa dicevamo che nei nostri paesi restavano solo le persone anziane. Attenzione perché anche questo dato deve essere corretto.
La Svimez registra che il nuovo fenomeno della mobilità geografica riguarda le persone anziane. Certo, mantengono la loro residenza nei paesi di origine ma passano sempre più tempo al centro nord. Dal 2002 al 2024 sono praticamente raddoppiate: da 96mila a 184 mila.
È probabile che tra loro vi siano molti che vogliono stare vicini ai figli ormai stabilitisi nel Centro-Nord, per aiutarli con i loro figli piccoli. Partono anche per non rimanere a lungo da soli, sia pure nel loro contesto di vita abituale, o partono perché hanno bisogno di cure di lungo periodo che non trovano dove risiedono, e le trovano dove ora risiede un figlio o una figlia. Per quanto riguarda le cure, basta osservare quello che sta succedendo al centro di salute mentale di Airola che è stato chiuso senza batter ciglio per renderci conto di cosa parliamo
Vi sono molti indizi che suggeriscono che la mobilità geografica dei figli verso il Centro-Nord favorisca anche quella dei loro genitori, per affetto, bisogno degli uni o degli altri, ma anche perché le scarse opportunità offerte in loco ai primi, unite alla insufficienza dei servizi sociali e sanitari, rende più difficile anche ai loro genitori rimanerci stabilmente.
E’ abbastanza chiaro quello che sta avvenendo in Valle Caudina? Senza contare che il fenomeno è palpabile in special modo a Cervinara. Le case vuote le vediamo tutti, come vediamo strade e piazze senza vita. Vogliamo fare la solita campagna elettorale? Accomodatevi pure perché tra cinque anni ci potrebbe essere la prima campagna elettorale silenziosa della storia di Cervinara, una campagna che parlerà solo ai fantasmi.