Cervinara esclusa dalla montagna? Una riforma che ignora la realtà dei territori
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Cervinara esclusa dalla montagna? Una riforma che ignora la realtà dei territori. L’Ipotesi di esclusione di Cervinara dall’elenco dei comuni montani, così come delineata dalla recente riforma nazionale sulla montagna promossa dal Ministro Roberto Calderoli, rappresenta un fatto grave, politicamente miope e territorialmente ingiusto. E’ quanto si legge in una nota di Progetto Cervinara.
Una scelta che rischia di colpire non solo Cervinara, ma l’intera Valle Caudina, cancellando con un tratto di penna una condizione geografica, storica ed economica che nessun algoritmo altimetrico potrà mai negare.
La montagna non è solo una quota altimetrica. Secondo i nuovi criteri statali, la montanità viene misurata quasi esclusivamente attraverso parametri geometrici: percentuali di territorio sopra una certa quota, pendenze, medie altimetriche.
Un approccio freddo e astratto, che ignora elementi decisivi come:
la morfologia complessiva del territorio;
la continuità ambientale con il massiccio del Partenio;
la fragilità idrogeologica;
la difficoltà strutturale dei collegamenti;
il progressivo spopolamento e la debolezza economica.
Cervinara è, nei fatti, un comune di montagna: lo è per posizione, per assetto urbanistico, per rapporto con il bosco e con l’acqua, per rischio ambientale, per limiti infrastrutturali.
Negarlo significa negare l’evidenza. Un colpo diretto a servizi, risorse e futuro
L’eventuale esclusione non è una questione simbolica, ma concreta e pesante.
Essere “non montani” comporta:
perdita di fondi dedicati;
minori possibilità di accesso a finanziamenti speciali;
riduzione delle deroghe normative;
ulteriore indebolimento dei servizi essenziali.
In territori già colpiti da marginalità e declino demografico, questa scelta rischia di diventare una condanna strutturale. Centralismo mascherato da riforma
Si parla tanto di autonomia e valorizzazione delle specificità territoriali.
Ma quando una riforma imposta criteri uguali per realtà profondamente diverse, si produce l’effetto opposto: un centralismo tecnico, lontano dai territori e sordo alle comunità locali.
La montagna non si governa con Excel. Si governa ascoltando i sindaci, le associazioni, le comunità.
Serve una presa di posizione chiara
Come associazione politico-culturale, Progetto Cervinara ritiene indispensabile:
una mobilitazione istituzionale del Comune;
un’azione coordinata con gli altri comuni della Valle Caudina;
una richiesta formale di revisione o deroga regionale;
un coinvolgimento attivo della Regione Campania;
una battaglia politica che non sia di bandiera, ma di territorio.
Non si tratta di difendere un’etichetta, ma il diritto allo sviluppo equo. Cervinara non può essere cancellata da una tabella
Chi vive questi luoghi sa che Cervinara è montagna, anche se non rientra perfettamente in una soglia numerica.
La politica ha il dovere di riconoscere la realtà, non di semplificarla fino a deformarla. E i territori hanno il diritto di non essere esclusi dal proprio futuro.