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Cervinara, il paese di chi non si arrende

Pubblicato il 4 Settembre 2015 - 18:27

Cervinara, il paese di chi non si arrende

“Come va? Che si dice lì?” domanda l’emigrante che ostenta poca nostalgia e nessun pentimento della scelta di essere andato via e senza alcuna voglia di ritornare, neanche per le vacanze.
“Mah, non cambia nulla” risponderà il cervinarese che ha scelto di restare nella propria terra, come per dire “hai fatto bene ad andartene”. Ma non è vero. Deve trattarsi di cervinaresi troppo distratti o superficiali per non accorgersene o troppo sbruffoni per ammetterlo. Sì, perché il cervinarese attento se ne accorge dei cambiamenti del proprio paese. Magari non tutti i cambiamenti sono positivi, magari Cervinara ha bisogno anche di altri cambiamenti, ma non diciamo che non cambia nulla. Soprattutto non diciamo che cambia solo in negativo. Per la cultura, per esempio, non si era mai fatto tanto come quest’anno. Ora che siamo giunti agli sgoccioli di questa magnifica estate piena di arte e cultura, ora che l’autunno è alle porte, lo possiamo dire: a chi critica la Valle Caudina e in particolare Cervinara, si ricordi, ma prima di tutto abbia modo di notarlo: Cervinara non è solo la città dei bar, dell’aperitivo e delle scommesse, dei pettegolezzi, dei pregiudizi, degli snob, degli sbandati e degli spinelli nella villa. Cervinara non è solo invidia tra concittadini quando qualcuno raggiunge il successo; non è solo urla di gente che litiga perché la squadra avversaria ha perso (secondo ogni tifoso sempre ingiustamente). Cervinara non è solo quel paese in cui un neomelodico riempie la villa e un jazzista o un concerto rock la svuota. Cervinara non è solo il paese delle polemiche politiche, artistiche, sportive e di ogni tipo. Cervinara è quel paese in cui finalmente nelle scuole, i docenti spronano i ragazzi alla lettura, cercando di far capire loro, non solo la sua importanza, ma soprattutto il piacere di leggere, così come si cerca di farlo capire anche ai piccoli. Cervinara è la riscoperta dei palazzi storici in cui si ospitano i lavori degli artisti. Cervinara è anche quel paese in cui una mattina ti svegli e scopri che qualcuno sta diffondendo la cultura attaccando locandine con frasi sulla Bellezza e che ha sparso libri sulle panchine per farli leggere gratuitamente ai cittadini. Cervinara è quel luogo in cui si condivide l’amore per la montagna (difficile farlo comprendere a chi proviene dal mare), che diventa fonte d’ispirazione per gli artisti. Cervinara è poesia, fotografia, pittura, arte contemporanea. Non è solo quel paese in cui quando non si è protagonisti, si preferisce stare al bar piuttosto che tra il pubblico. Non è solo quel paese in cui quei cittadini che si lamentano perché “non ci sono mai eventi culturali, mai niente di bello e di nuovo”, sono sempre i primi a essere assenti. Cervinara è anche quel paese in cui altri cittadini ci provano, non desistono, non si arrendono, che continuano questa battaglia e di chi, come me, li ringrazia di cuore.

Domenico J. Esposito
scrittore

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