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Cervinara, il paese dove si fanno “sogni solidi”

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8 anni fa - 28 Febbraio 2014

La passione, molto spesso, si nasconde dietro grandi occhiali e un cappello di lana. Avete presente Jonny Depp in “Paura e delirio a Las Vegas” (il film surreale tratto da un romanzo di Hunter Thompson)? Ebbene, Gianmarco Cioffi indossa le stesse Ray Ban dell’attore hollywoodiano: larghe, con lenti chiare a ingrandire i suoi grandi occhi neri.
Gianmarco Cioffi è cervinarese e oggi parliamo di lui per un motivo molto semplice: è un produttore musicale. Si occupa, in particolare, di Hip-hop. E’ un ragazzone di venticinque anni che ama “tantissimo il suo paese natale” e nell’ambiente musicale è già un nome di un certo peso.
La sua parlantina veloce e anche un po’ logorroica rivelano il motivo per il quale ha scelto proprio questo tipo di musica: la capacità di improvvisare rime, di sciogliere parole in accenti veloci, di comporre strofe che si mordono l’una con l’altra è il marchio di fabbrica dei “freestyler”, cioè gli improvvisatori che si sfidano nelle sessioni musicali.
“Ho cominciato da giovane ad appassionarmi alla musica”, spiega seduto al bar in cui lo incontriamo mentre sorseggia un caffè. “Credo che l’amore per le note sia figlia della mia passione per la poesia”.
Perché occuparsi proprio di questo giovane cervinarese? Perché è un produttore già abbastanza affermato e rappresenta un ragazzo che si è fatto da solo.
“Ad un certo punto della mia vita – racconta – ho dovuto abbandonare la musica: dovevo farmi una posizione. Ho fatto mille lavori, ma il pensiero correva sempre lì, c’era sempre lo stesso sottofondo nella mia mente: musica”. Alle passione non si può sfuggire, a meno che non si decida di chiudere i propri sogni in un cassetto da non aprire più.
Gianmarco questo non lo ha voluto fare, anzi ha creato una casa discografica: “Sogni solidi records”. Perché si sa, i sogni, quelli che si realizzano sono pesanti, ti restano nella testa e nel cuore non vanno via al risveglio.
“Per farmi un nome ho investito prima di tutto su me stesso: ho fatto serate gratis in giro per l’Italia, ho organizzato eventi e sono stato a contatto con i nomi più importanti del settore”, spiega tenendo conto che chi ha di fronte non capisce un’acca della materia. “L’Hip-hop è una specie di famiglia: tutti, anche quelli più famosi, hanno fatto lo stesso percorso, gli stessi sacrifici, le stesse porte in faccia. Proprio per questo ci conosciamo tutti”.
Clementino, Barracruda, Suarez, Kimicon Twinz sono solo alcuni dei nomi più conosciuti che collaborano con Shada San Beats. E sì, perché il nome di battaglia di Gianmarco è proprio questo.  Non può che scapparci un sorriso quando prova a spiegarlo: “Shada deriva dal dialetto nostro e significa fiatare: quando parlo io non rifiato mai”. Ancora: “San, invece, è un omaggio a un caro amico con cui ho vissuto a Milano, un vero appassionato dei Manga: in Giappone, infatti, San significa uomo, signore”. E Beats, per chi mastica inglese, è facile da intuire: cioè i battiti della musica.
L’etichetta cervinarese, attualmente, ha sotto contratto due artisti. Gianmarco li produce: prende le tracce musicali che gli vengono presentate e lui le rende “appetibili” sul mercato.
“Faccio serate su e giù per l’Italia – rivela -. Dovendo seguire questo mondo,vivo molto più di notte che di giorno. Dopo tanti sacrifici finalmente comincia a splendere il sole anche per me”.
Gianmarco ama Cervinara: “Posso stare lontano per lavoro, ma qui c’è la mia casa, il mio mondo. E mi spiace – confida – vederla ridotta  così male”.

Angelo Vaccariello

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