Cervinara: imprenditore 57enne assolto dall’accusa di sfruttamento di 8 lavoratori extracomunitari

La pubblica accusa aveva chiesto severe condanne

Redazione
Cervinara: imprenditore 57enne assolto dall’accusa di sfruttamento di 8 lavoratori extracomunitari

Cervinara: imprenditore 57enne assolto dall’accusa di sfruttamento di 8 lavoratori extracomunitari. Finito sotto processo per caporalato e violazione della normativa sulla sicurezza e igiene sul lavoro, è stato assolto imprenditore. “Gli è stata restituita la dignità” chiarisce il suo difensore l’avvocato Michele Florimo.

Imputato era il cervinarese F.A., 57 anni, titolare di un’azienda agricola. Otto lavoratori extracomunitari avevano denunciato il lavoro nero e lo sfruttamento approfittando dello stato di bisogno ovvero corrispondendo retribuzioni più basse rispetto a quelle previste dai contratti collettivi di categoria e comunque sproporzionate rispetto alla quantità e alla qualità del lavoro prestato o addirittura non corrispondendo alcuna retribuzione e violando la normativa relativa all’orario di lavoro e quella in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro, per episodi che sarebbero avvenuti tra gennaio e giugno del 2021 in Cervinara.

Si parlava di dieci ore di lavoro al giorno, con mezz’ora di pausa pranzo, per la raccolta di castagne, ciliegie e il taglio e la raccolta di legname.

Nel 2023 era iniziato il processo e stamattina è arrivato l’epilogo: F.A. è stato assolto dal Tribunale di Avellino, Giudice Dott. Calabrese “per non aver commesso il fatto” in relazione al capo A per il reato di sfruttamento del lavoro p.e p. dall’art. 603 bis c.p. che prevede la pena della reclusione da uno a sei anni e la multa da 500 a 1000 euro per ogni lavoratore reclutato e l’aggravante specifica in caso di reclutamento di un numero di lavoratori superiori a tre con aumento da un terzo alla metà della pena base e “perché il fatto non sussiste” in relazione al capo B per i reati conseguenti alla violazione delle norme in materia di sicurezza sul lavoro p.e p. dal D.lgv. 81/08.

Il pm ha chiesto una severa condanna per tutti i capi d’imputazione.

L’ avvocato Michele Florimo, difensore dell’imputato, già nel corso dell’istruttoria aveva convinto il Tribunale a non acquisire le sommarie informazioni rese dai presunti lavoratori in sede di indagini per violazione del contraddittorio sulla scorta di autorevoli pronunciamenti della Corte di Cassazione e nel corso della discussione ha evidenziato tutte le contraddizioni e le lacune che comunque erano emerse nel corso dell’istruttoria dibattimentale, sostenendo con forza l’innocenza del proprio assistito, chiedendone l’assoluzione per tutti i reati contestati.

Il Tribunale, accogliendo in pieno le richieste della Difesa, ha assolto con formula piena l’imputato.

L’avvocato Florimo si è detto soddisfatto per una sentenza “che ha restituito la dignità ad un imprenditore che, pur in un periodo di generale difficoltà per le imprese, ha sempre condotto con correttezza e rispetto delle regole la propria azienda come tanti onesti imprenditori fanno quotidianamente”.