Cervinara: lettera aperta ai futuri amministratori

La Pro Loco Angelo Renna focalzza una serie di tematiche che interessano Cervinara

Redazione
Cervinara: lettera aperta ai futuri amministratori

Cervinara: lettera aperta ai futuri amministratori. In passato, la Pro Loco di Cervinara era solita concludere l’anno con una riflessione scritta: un contributo fattivo e intellettuale volto a suggerire proposte e soluzioni per i problemi del nostro paese. Questa consuetudine, rivolta al Sindaco e all’Amministrazione, si è purtroppo persa negli ultimi trent’anni.

Riteniamo che oggi sia fondamentale riprendere tale iniziativa, e lo facciamo in vista della prossima tornata elettorale di fine maggio, rivolgendoci direttamente a coloro che siederanno sugli scranni del governo cittadino.

Questa nostra analisi nasce da un’osservazione attenta dello stato economico, sociale e culturale di Cervinara e dell’intera Valle Caudina. Abbiamo individuato problematiche croniche che hanno causato un crollo delle aspettative di crescita e una sorta di depressione psicologica collettiva.

È necessario affrontare insieme un percorso che ci faccia sentire nuovamente uniti e partecipi, per ritrovare entusiasmi, soluzioni e collaborazioni capaci di scardinare l’attuale immobilismo.

Questo è l’appello di un organismo territoriale che opera da sempre per lo sviluppo e la valorizzazione del paese, contando esclusivamente sulle energie gratuite dei soci volontari e di chi sostiene le nostre iniziative.

Il primo punto che riteniamo vitale è il superamento dell’isolamento in cui è chiusa la Valle. Nessun comune caudino può affrontare da solo le sfide che ci accomunano. Dobbiamo ritrovare il senso di un’azione comune, di un comprensorio che condivide storia, peculiarità e destino.

È prioritario rivalutare gli organismi sovracomunali e le intese tra i paesi: la Città Caudina, l’Unione dei Comuni, le Comunità Montane e i Parchi devono essere protagonisti di una strategia integrata, superando i vuoti campanilismi del passato.

Viviamo gravi problemi di viabilità: opere sospese da anni e una ferrovia ferma che attende ancora il potenziamento necessario. Una volta si pensava addirittura di collegare la ferrovia con l’area industriale ASI Cervinara-San Martino la quale viene attraversata. Ma forse resta solo un sogno che non serve piú.

A tal proposito, è tempo di rivedere la destinazione d’uso della zona industriale. Un’area così vasta ha sottratto terreni agricoli preziosi per un’industria che non è mai decollata; le poche realtà esistenti resistono solo grazie al coraggio di imprenditori locali.

Oggi l’ASI appare incolta, degradata dal continuo sversamento di rifiuti, con capannoni abbandonati e vie di collegamento pericolose. Il vero limite resta la credibilità dei tempi di realizzazione, se pensiamo che la strada a scorrimento veloce per Avellino attende il completamento dei finanziamenti da quarant’anni.

Esprimiamo inoltre profonda preoccupazione per la chiusura della stazione ferroviaria. Cervinara ospita diversi istituti superiori: sarebbe un danno gravissimo privare gli studenti di una fermata nel momento in cui la tratta Napoli-Benevento dovesse essere ripristinata.

Parallelamente, occorre ripensare l’offerta formativa scolastica, evitando di replicare indirizzi già presenti nei comuni limitrofi e puntando su percorsi più attinenti alle vocazioni del territorio o non facilmente raggiungibili altrove.

Un altro tema cardine è la tutela ambientale, pilastro di ogni progetto turistico di qualità. È doloroso constatare come i nostri monti e le nostre campagne siano oltraggiati da sversamenti illeciti. Le nuove istituzioni dovrebbero promuovere e finanziare progetti di bonifica costante, magari attraverso forme cooperativistiche per giovani lavoratori, trasformando la manutenzione del territorio in un’occasione occupazionale.

In quest’ottica, anche la risorsa boschiva va gestita meglio: ogni anno tonnellate di faggio demaniale cadono a causa delle intemperie, marcendo e ostruendo i canali con il rischio di causare dissesti idrogeologici. Questo legno, prezioso per la produzione di pellet, potrebbe essere messo a disposizione gratuitamente agli operatori del settore a beneficio della comunità.

Ricordiamo, inoltre, che dopo l’alluvione del 1999 l’Autorità di Bacino si era impegnata in opere di messa in sicurezza che oggi sembrano dimenticate; la percezione è quella di essere stati abbandonati, come se il rischio franoso non esistesse più.

Per quanto riguarda lo sviluppo turistico, riteniamo che un intervento integrato di comprensorio sia molto più efficace di singole iniziative locali. Lo sviluppo non si fa con un semplice tavolo da pic-nic in montagna, ma coinvolgendo attori come il GAL Partenio, il Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino, gli Enti Parco e le Province.

Pur non avendo la Reggia di Caserta, possediamo un’offerta autentica legata a paesaggi e tradizioni uniche. Dobbiamo sostenere chi ha investito in case vacanze e B&B, creando un indotto che sfrutti anche la vicinanza a poli attrattivi come Napoli e la Costiera.

Dobbiamo creare interesse per il nostro territorio in ogni ambito. Dobbiamo farlo conoscere, perché si ama solo ció che si conosce. La Pro Loco si è già attivata in tal senso: a breve presenteremo in collaborazione con altre associazioni il docufilm “Terra di Briganti” e il Museo della “Civiltà rurale, dei mestieri e dell’emigrazione”. Strumenti di promozione per i quali chiediamo la massima collaborazione alla futura amministrazione.

Sul fronte urbano, è necessario completare l’abbellimento dei borghi per renderli funzionali ai grandi eventi. Proponiamo di ampliare il parco giochi della villa comunale e di valutare lo spostamento dell’ufficio postale in un’area più accessibile, come quella adiacente al Palazzetto dello Sport. Quest’ultimo, oggi abbandonato, deve essere recuperato e affidato alle associazioni sportive..

Sono urgenti anche interventi sulla rete fognaria, il rifacimento delle strade in porfido oramai rovinate e pericolose.
La realizzazione di un nuovo depuratore in sostituzione di quello obsoleto di via Patricelli, troppo vicino alle abitazioni e a rischio di procurato danno ambientale.

Per rispondere alla crescente domanda di spazi per il fitness, suggeriamo di utilizzare i terreni della zona ASI e le aree lungo il demanio fluviale per creare lunghe piste ciclopedonali immerse nella natura.

Queste riflessioni nascono dalla consapevolezza che la vera forza di Cervinara risiede nella collaborazione tra istituzioni e cittadini competenti. Non vogliamo cercare colpevoli per la fuga dei giovani, ma chiediamo alla politica di costruire le basi per una quotidianità efficiente e decorosa, che renda il nostro paese attrattivo anche per chi non vi è nato.

È prioritario potenziare i servizi ASL, aprire sportelli per le fasce svantaggiate, consultori per donne e minori e rendere gli uffici pubblici realmente accessibili ai disabili, magari spostando l’anagrafe in locali privi di barriere architettoniche.

Lo sviluppo richiede lungimiranza e dedizione. Invitiamo tutte le forze politiche a confrontarsi su questi temi concreti, evitando che la campagna elettorale si riduca a mera propaganda. Cervinara non può più permetterselo.

La lettera è firmata dal presidente della Pro Loco Angelo Renna, Flaviano Renna.