Cervinara: l’inno alla vita di Giuseppe, strappato ai suoi cari troppo presto

Il Caudino
Cervinara: l’inno alla vita di Giuseppe, strappato ai suoi cari troppo presto

Era un ragazzo pieno di vita Giuseppe.
Era stato militare, nuotatore esperto, tanti amici e l’amore per la sua fidanzata e l’Audax.
Poi una brutta malattia lo ha costretto ad un lungo calvario la cui conclusione, terribile, è stata lo scorso 31 ottobre quando Giuseppe De Simone ha lasciato questa terra e tutti coloro che lo amavano tanto.
L’ospedale, i viaggi della speranza, la tenacia e la voglia di andare avanti nonostante tutto. Ecco le caratteristiche del “gladiatore” di Cervinara.
Dopo la sua morte, i familiari hanno trovato lettere, bigliettini e pensieri sparsi. Giuseppe affidava i suoi stati d’animo alla carta forse anche per esorcizzare il lungo percorso che stava compiendo.
Con l’autorizzazione della famiglia, pubblichiamo una sua stupenda lettera.
Un regalo a tutti coloro i quali stanno attraversando un momento difficile; a tutti coloro i quali pensano di abbandonare la vita, di lasciarsi andare. Giuseppe invece no. Ha combattuto con ogni residua forza del suo corpo; con ogni emozione del suo cuore pur di non andarsene.
La lettera non ha bisogno di commenti.
Va letta in silenzio pensando che sono le parole scritte da un giovane cervinarese di 27 anni che stata affrontando una prova difficilissima e terribile. Egli scrive alla fine: “In questi mesi ho dato tutto me stesso per essere ancora qui, ed ho capito che morire non è nulla, ma non vivere è spaventoso”. E ancora: “Chi lotta può vincere ,chi si arrende ha già perso”.
Parole di cui ognuno di noi dovrebbe farne tesoro.
Ecco il testo completo:

“lo Guerriero”

#lo Guerriero : a lanciare un forte messaggio a voi tutti, sperando che un giorno Ia cattiveria e l’avidità cedano il posto alla solidarietà e alla benevolenza. “Sono passati esattamente 172 giorni da quando è iniziato il periodo più brutto della mia vita. Chemioterapia, pasticche, prelievi, flebo, punture, esami, trapianto e quant’altro. Quello che ho visto e provato sarebbe inutile dirlo, perchè Ia maggior parte non capirebbe, e da una parte è un bene. Da poco tempo mi sono ritrovato a sentirmi lontano da tutto ciò che era “normale” Lontano dalle aspirazioni di un ragazzo di 25 anni qualunque. Non esistevano più colori, profumi, sapori. Tutto era monocolore e monodore in quell’ambiente surreale fatto di luci al neon e di mascherine protettive. II pollo sapeva di metallo, il pesce sapeva di metallo, l’acqua sapeva di metallo, la vita sapeva di metallo. In quel momento scopri quanto sei forte, perché essere forte è I’ unica scelta che hai. Credevo che questo giorno non sarebbe mai arrivato: il giorno della mia vittoria. Dopo mesi la luce. Sono di nuovo “normale”.
L’impatto con “la realtà delle persone normali” destabilizza dopo tutto quello. Ormai sai riconoscere la diversità di ognuno, non Ii giudichi più dall’apparenza, da quello che hanno, ma da quello che sono. Guardi dentro ogni persona e scopri ogni sofferenza, ogni mancanza, ogni paura. Sai cosa vuol dire lottare per un attimo di felicità, ma vedi che intorno a te c’e chi si lamenta di non essere felice perché non ha qualcosa o qualcuno che vorrebbe avere. Vedi l’invidia, l’egoismo, I’ indifferenza. TUTTO NASCE DENTRO DI NOI. Non capisco perché I ‘uomo abbia bisogno di soffrire per tirare fuori il coraggio di vivere davvero. Oggi posso dire di sentirmi una persona molto migliore, non avrei mai pensato di dover affrontare una Battaglia del genere, a quest’età. Sono sempre stato sano come un pesce, non mi ammalavo mai, mi sentivo intoccabile, e invece… La vita è imprevedibile, ma nonostante tutto mi ritengo una persona molto fortunata; durante questa esperienza ho conosciuto tante persone, che purtroppo non avevano malattie “facilmente” curabili come Ia mia, ed è soprattutto per loro che io devo vivere, amare Ia vita, e lottare ancora se ce ne sarà di nuovo bisogno.
Ho passato momenti in cui pensavo di non farcela, dove credevo che i dolori della chemio fossero più grandi di me. Sono stati mesi duri, ma non mi sono mai sentito solo. In questo cammino ho avuto un aiuto enorme dalla mia famiglia. Quando passi più tempo in ospedale che a casa, capisci realmente il valore che ha. Una famiglia meravigliosa che non smetterò mai di ringraziare! Un ringraziamento va ai fantastici medici ed infermieri che si sono presi cura di me in questo percorso, ed un vaffanculo a chi invece mi dava già perso ; ed a tutti voi amici che con un semplice messaggio mi avete dato la forza di andare avanti.
Un grazie va anche a tutte quelle persone che sono andate a donare X me E’ stato importante anche l’amore… La mia ragazza, D . che ha passato con me serate intere, serate che tutti i giovani della nostra età passano a divertirsi. Lei invece era con me sempre “lei era diventata ” ME … in ospedale, tutte le visite mediche , in casa d’altronde le piace tanto anche a lei rilassarsi a casa tra na’ pizza e un bel film e c’eravamo noi….gliene sarò eternamente grato.
In questi mesi ho dato tutto me stesso per essere ancora qui, ed ho capito che morire non è nulla, ma non vivere è spaventoso .
Godetevi ogni attimo della vostra vita “Io guerriero”.
Chi lotta può vincere, chi si arrende ha già perso.

Giuseppe De Simone “ il gladiatore”