Cervinara: l’istituzione del sindaco non è una maschera di carnevale

Le istituzioni vanno sempre rispettate

Redazione
Cervinara: l’istituzione del sindaco non è una maschera di carnevale

Cervinara: l’istituzione del sindaco non è una maschera di carnevale. Non si può sempre far finta di niente. Bisogna essere consapevoli delle proprie azioni e, quando si commette un errore, prenderne atto e chiedere scusa. Passare sempre tutto in cavalleria non fa bene soprattutto se si è stati e si aspira ancora ad essere rappresentanti delle istituzioni.

Badate bene, la riflessione non può essere figlia del tifo in vista dell’oramai imminente campagna elettorale a Cervinara.  Non si condanna, si assolve o si alleggerisce rispetto a chi commette l’errore. Il rispetto delle istituzioni vale per tutti, a meno che non si voglia trascinare il paese nell’anarchia o tornare a vetusti e trapassati costumi.

Veniamo ai fatti che sono semplicissimi e non sono imputabili di qualsivoglia interpretazione. Sabato sera, al termine della partita del Napoli, all’uscita dello stadio Maradona, l’avvocato Caterina Lengua ha cercato e trovato una troupe di Telecapri per farsi intervistare.

Nel corso dell’intervista, l’avvocato si è presentata come il sindaco di Cervinara. Lo era sino allo scorso mese di settembre, quando è stata sfiduciata, molto probabilmente. aspira ancora ad esserlo. Ma questo lo decideranno gli elettori ed è un altro discorso.

Presentandosi come primo cittadino ha mancato di rispetto proprio all’istituzione di sindaco, al commissario prefettizio e ai due sub commissari che stanno reggendo il comune e a tutti i cittadini, compresi i suoi elettori.

Può essere stato un lapsus, non lo mettiamo in dubbio. Una volta, però, commesso l’errore bisogna chiedere scusa, senza se e senza ma. Chiamare in causa la mamma, certamente, provoca un senso di commozione ma serve solo a distrarre dal problema. Sarebbero bastate delle scuse, delle semplicissime scuse e la questione sarebbe finita.

Ripetiamo, la vicenda non può entrare in campagna elettorale, ma neanche deve passare come una goliardata. C’è poco da ridere. La fascia tricolore, il ruolo di sindaco non devono entrare a far parte del carnevale cervinarese. Anche perché il carnevale rischia di essere l’unica cosa seria che resta ancora a questo paese.

Peppino Vaccariello