Cervinara, Nicola Servodio e Gianni Morandi

Cervinara, Nicola Servodio e Gianni Morandi

18 Luglio 2014

di Il Caudino

Sembra una  foto tratta da uno dei tanti musicarelli di Gianni Morandi, invece, è vita vissuta. Dietro all’eterno ragazzo, si scorge un giovanissimo Nicola Servodio. Erano i primi mesi del 1967, ed anche quello che può essere considerato la memoria storica del comunismo in Valle Caudina si trovò a dover svolgere il servizio di leva, che all’epoca durava ben quindici mesi. Il giovane Nicola, partì per il centro addestramento di Arma Di Taggio, in provincia di Imperia, non lontano da Sanremo.Per un cervinarese dell’epoca era un vero e proprio viaggio. Il caso volle che si ritrovò come compagno d’armi l’allora già famossimo Gianni Morandi, che proprio l’anno prima nel 1966 aveva inciso una canzone che sarebbe stato uno dei simboli del ‘68, di cui si sentivano i primi fermenti. Oggi il compagno Servodio compie sessantanove anni di una vita portata avanti sempre in direzione ostinata e contraria, come direbbe Fabrizio De Andrè. Conoscevamo questo episodio ed appena abbiamo saputo che era il suo compleanno, abbiamo chiesto alla figlia Maddalena di diventare nostra complice, per fare al barbuto Servodio gli auguri in un modo originale. Il compagno per eccellenza è stato una vita intera a sinistra ed ora il testimone della sua militanza, mai paga, lo ha raccolto il figlio Luca che fa parte della direzione nazionale del partito dei comunisti italiani. Si può non essere d’accordo con Nicola Servodio, si possono contestare le sue idee, ma gli si deve riconoscere una coerenza cristallina, una vita dedicata ad un ideale e spesa sempre per difendere i più deboli. Anche lui, come il suo commilitone Gianni Morandi, è un eterno ragazzo che, sulla sua pelle, più volte ha dovuto fare i conti con il cinismo della politica. Ma, la sua voce non si è mai stancata di levarsi per denunciare ingiustizie e storture di ogni genere, a livello locale, regionale e nazionale. Maddalena fa bene ad essere orgogliosa del suo papà perché  sembra davvero provenire ad un’altra epoca. Un’epoca in cui la politica era un’arte nobile e chi sceglieva di farla non aveva interessi personali da salvaguardare o posizioni di potere da conquistare. Tutti sanno che, per esercitare questa nobile arte, Nicola Servodio ha dovuto fare tremendi sacrifici personali, sottraendo tempo alla sua famiglia. Ma, non  a caso è nato lo stesso giorno di Ginettaccio Bartali che non era mai domo ed era sempre pronto ad inforcare la bicicletta per affrontare l’ennesima salita. Auguri compagno Servodio.

peppinovaccariello67@gmail.com

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