Cervinara: notti insonni per timore dei ladri

Una situazione che sta diventando sempre più insostenibile

9 Febbraio 2024

Cervinara: notti insonni per timore dei ladri

Oramai si dorme pochissime ore per notte. Si veglia, si gira in auto, si sta attenti ed ogni piccolissimo rumore. La paura di vedere violata, ancora una volta, la propria casa, la propria intimità è troppo forte. Ed ancora più forte è il timore che si possa mettere a rischio l’incolumità dei propri cari, dei bambini e delle persone anziane.

Farabutti senza scrupoli

Così, sempre più abitanti di alcune zone di Cervinara, come via San Cosma, via San Leucio ed anche via Lagno, la notte hanno smesso di dormire e di riposare. Negli ultimi tempi diverse abitazioni di queste zone sono state svaligiate da farabutti senza scrupoli.

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Gente che compie delle vere e proprie razzie. Persone che non hanno remore a rubare di tutto, a fare danni, ma anche e soprattutto non si fanno alcun problema se devono fare del male a chi non può difendersi.

Ed è proprio questa l’ipotesi che fa bollire il sangue nelle vene a delle persone miti e pacifiche. Sapere che i propri cari sono in pericolo e che nessuno li potrebbe salvare, li fa restare svegli per buona parte della notte.

Succede così da circa un mese e mezzo, da quando una vera e propria ondata di furti si è abbattuta contro le abitazioni di questa zona. Purtroppo, ad oggi, nessuno dei responsabili è stato identificato ed assicurato alla giustizia.

Certo, carabinieri e polizia hanno problemi di organico, non lo mettiamo in dubbio. Bisogna anche ammettere che mai in passato così tanti cittadini si sono sentiti insicuri ed in pericolo. Di questo bisogna prenderne atto. Come bisogna prendere atto che, probabilmente, manca un capitolo dedicato alle indagini. Sono tutte questioni che messe insieme fanno da sponda a questi malviventi.

Un’altra notte insonne

Ma mentre scriviamo e denunciamo diverse persone, anche questa notte che sta arrivando, la passerà insonne, magari in auto per cercare di difendere i propri cari.

Peppino Vaccariello

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