Cervinara piange la scomparsa di Peppino Casale
Peppino era una persona buona e generosa
Cervinara piange la scomparsa di Peppino Casale. Aveva l’aria da guascone, da simpatica canaglia. Ma dietro a quel modo di fare c’era una persona buona e sensibile, con il cuore generoso e grande che non sapeva dire di no a nessuno.
La notizia a Cervinara è arrivata come una coltellata che ha reso ancora più gelida questa serata triste di pioggia. Peppino Casale ha smesso di lottare contro il male che lo aveva colpito solo pochissimi mesi fa. E’ morto all’ospedale Gemelli di Roma dove si trovava ricoverato.
Aveva solo 65 anni. Lascia l’amata moglie Linda ed i figli, per cui stravedeva, Ida, Vittorio e Chiara. Peppino era un imprenditore. Faceva parte della seconda generazione de La Pavimenti Casale. Insieme ai suoi cugini aveva curato, con successo, la trasformazione e la modernizzazione di quella storica realtà produttiva.
In azienda passava gran parte della sua giornata per poi tornare a casa dalla famiglia. Il venerdì sera, però, lo dedicava agli amici con la classica cena dove ritrovava il suo gemello- diverso Nicola Tagliaferri.
Era bello vederli insieme. Nicola tifoso del Napoli sfegatato e Peppino con la Juventus nel cuore, i loro sfottò erano un vero e proprio spettacolo da cabaret. Insieme hanno vissuto mille avventure anche ai tavoli verdi.
Non solo, entrambi negli ultimi giorni del 1995 decisero di dare vita ad un azionarato popolare per rilevare l’Audax Cervinara. Guidarono quella cordata e la squadra in modo spericolato, riuscendo a vincere il campionato di Promozione e portare la squadra alla storica promozione in Eccellenza.
Riuscirono a portare a Cervinara un entusiasmo incredibile. Peppino, ogni lunedì sera, era ospite delle tivvù locali e sfidava, con noncuranza tutte le altre squadre caudine.
Si esponeva, con quella faccia da schiaffi, anche ad accesi confronti in studio con i dirigenti o telefonici con i tifosi di Airola, Montesarchio, San Martino Valle Caudina. Fu una cavalcata gioiosa e giocosa che nessuno potrà mai dimenticare.
Negli ultimi anni lo si vedeva di rado. Oltre al lavoro, si era preso cura con tanto amore dell’amato papà Vittorio, lui che aveva perso la mamma da piccolino. E poi raggiungeva i figli che lavorano e studiano al nord.
Sino a quando non si è sparsa la notizia della malattia. Peppino ha lottato sino all’ultimo ma non è riuscito a vincere questa ennesima sfida.
Ora ci piace pensarlo sereno, insieme ai suoi genitori che vegliano sulla moglie ed i figli. Anche se ci piacerebbe rivederlo a bordo della sua storica Maserati mentre sale per via Rettifilo.
Il Caudino ed il suo direttore formulano le più sentite condoglianze a tutti i familiari. Ciao Peppino, ti sia lieve la terra.