Cervinara: sopralluogo a Vallone Pirozza dei tecnici della Regione

Speriamo che siano veloci gli interventi

Redazione
Cervinara: sopralluogo a Vallone Pirozza dei tecnici della Regione

Cervinara: sopralluogo a Vallone Pirozza dei tecnici della Regione. Dopo lo smottamento del mese scorso che ha interessato Vallone Pirozza, il commissario straordinario del comune di Cervinara, il dottore Salvatore Guerra e il responsabile del settore Lavori Pubblici, l’ingegnere Gabriele Lanzotti hanno chiesto un sopralluogo ai tecnici del settore difesa suolo, ecosistema e sostenibilità della Regione Campania.

Il sopralluogo si è svolto nella tarda mattinata di oggi.  Sulla tempistica di risposta da parte della Regione sarebbe il caso di aprire una seria discussione ma questa non è la sede adatta. I tecnici non hanno visionato solo Vallone Pirozza ma anche gli altri che insistono nel territorio del centro caudino.

Per quanto riguarda Vallone Pirozza, si spera, a breve verrà ripulito il percorso da parte degli operai della Sma Campania per poi verificare un eventuale intervento. Intervento che, però, non dovrà superare un determinato importo altrimenti dovrà essere investito il ministero. Le foto che pubblichiamo mostrano quanto urgente sia la pulizia

Come dire, mentre il medico pensa il malato può anche morire. Oltre a Vallone Pirozza, l’altra situazione presa seriamente in considerazione riguarda lo strozzamento del torrente Conga che avviene nei pressi del Santuario dei Santi Medici con il conseguente allagamento.

Anche in questo caso dovrà essere redatto un progetto e sperare in un intervento rapido da parte della Regione. Il sopralluogo avvenuto oggi a Cervinara conferma una tesi che Il Caudino sostiene da anni.

Per quanto riguarda il dissesto idrogeologico i comuni dovrebbero poter contare su fondi per agire nell’immediatezza. Tra sopralluoghi, redazione di progetti e gare di appalto si perde troppo tempo ed un territorio martoriato come il nostro non può certo aspettare all’infinito chi sa cosa. Le sciagure conseguenti al cambiamento climatico dovrebbero insegnarci un modo diverso della gestione.

Ricordiamo a noi stessi che fu fatto così subito dopo il terremoto del 1980 in Irpinia e, nonostante le tante criticità, i paesi furono tutti ricostruiti. Per evitare ruberie basterebbe una sola autorità che avesse i poteri di vigilare. Poi i comuni, magari associandosi, dovrebbero fare il resto.