Cervinara: trattative elettorali tra antichi vizi e poche virtù

Latitano idee e programmi

Redazione
Cervinara: trattative elettorali tra antichi vizi e poche virtù

Cervinara: trattative elettorali tra antichi vizi e poche virtù.  La campagna elettorale a Cervinara inizia il giorno dopo le elezioni comunali.  Anche trame e complotti, del resto,  sono parte della politica.

Chi affermasse il contrario sarebbe solo un bugiardo. Basterebbe ricordare la definizione di politica dell’ex ministro socialista Rino Formica. ossia, ” sangue e m….”

Le tre P e Cervinara

E , Cervinara era il  paese che si cibava delle  tre P : pane, politica e pallone. Sapere, quindi, che in questi giorni fervono riunioni ed incontri non ci meraviglia più di tanto. Anzi è naturale.

E’ naturale anche se, non essendoci più i partiti politici o esistendo solo sulla carta, gli incontri sono espressione di realtà eterogenee. Fare sintesi diventa un’impresa e, soprattutto, indicare il candidato sindaco è una fatica di Sisifo. 

Si mostrano i muscoli, ossia, la fa da padrona l’aritmetica. Chi ha più voti può ambire alla candidatura e, alla faccia della coerenza, ha sempre il piedi in due staffe, pronto a candidarsi con gli avversari. Guai, quindi,  a lasciarselo sfuggire, perché potrebbe determinare la vittoria della lista concorrente.

Ma come si fa a sapere se una determinata persona ha o meno una dote elettorale da far valere sul tavolo delle trattative?  I parametri sono tre: il nucleo familiare di provenienza,l’eventuale seguito politico e la capacità di spesa.

Chi viene da una famiglia numerosa ed è in grado di rappresentarla per intero, risponde al primo requisito. Il secondo, invece, attiene alla capacità politica di aver creato consenso, o clientele, durante il mandato di amministratore. Per il terzo, invece, è notorio che le campagne elettorali hanno un costo ed avere soldi da spendere concede indubbi vantaggi.

La dote elettorale è una variabile indipendente dalla capacità politica e dalla bravura nel governare.  Avere tutte e tre queste caratteristiche, a Cervinara, vuol dire essere un leader, un gigante, quindi, un papabile alla fascia tricolore. Ma i numeri sono numeri, su questo non si può discutere.

L’ultima volta che abbiamo votato per le elezioni comunali era il 2020, a fine settembre. Sono poco più di cinque anni fa ma sembra passato un secolo.

Al governo c’era Giuseppe Conte, De Luca stava per essere rieletto per la seconda volta a presidente della regione,  ma soprattutto riuscimmo a votare in una tregua tra la prima e la seconda ondata di covid.

Nonostante i brutti giorni che c’eravamo lasciati alle spalle, in paese c’era un clima diverso, migliore. C’era soprattutto più ottimismo, sembrava che tutto fosse ancora possibile.

Cinque anni ed una manciata di mesi dopo, l’orizzonte è completamente diverso, è sempre più cupo e minaccioso.  Le attività commerciali chiudono, i giovani partono per non tornare mai più,le frazioni sono disabitate  ed il paese sembra, ogni giorno che passa, più spettrale.

Intendiamoci non è solo Cervinara in queste condizioni. Tranne Montesarchio è lo scenario che si vive in tutta la Valle Caudina. In questo caso, però, mal comune non è mezzo gaudio.  Anzi, probabilmente è una responsabilità in più imputabile,  al nostro paese che essendo tra i più popolosi doveva avere un ruolo di leadership a cui ha abdicato.

Un’abdicazione dovuta e voluta solo per sbrigare micrognosi  fatti frazionali che, paradosso dei paradossi, assicurano rielezioni. Ed anche questi sono numeri ma diventano sempre  più pesanti.

Ai vari tavoli delle trattative si dovrebbe tornare a parlare di politica.  Politica è avere una visione complessiva e lavorare a progetti che possono superare anche la durata dei due mandati da sindaco. Polirica è pensare al  futuro e non sopravvivere al presente. 

Politica è anche individuare la persona giusta per ricoprire la carica di sindaco, riconoscibile e rispettato da tutti i cittadini. La persona giusta può anche sfuggire ai parametri che abbiamo indicato ma potrebbe essere in grado di segnare una svolta epocale di cui Cervinara avrebbe veramente bisogno.

Peppino Vaccariello