Coronavirus: anziana lasciata sola in casa per 2 notti con il cadavere del marito

14 Aprile 2020

Coronavirus: anziana lasciata sola in casa per 2 notti con il cadavere del marito

Ai tempi del Coronavirurs, anche chi muore per altri patologie, subisce dei notevoli disagi nei soccorsi sanitari. E’ ciò che è accaduto a Vincenzo, 82enne scomparso sabato scorso nella sua abitazione di Napoli, per cause non legate al Covid-19.

Ma nonostante ciò, considerando che dopo il decesso i sanitari hanno rilevato una  temperatura corporea superava i 38 gradi,  si è posso in essere un meccanismo che ha portato la moglie del deceduto ad avere in casa il cadavere del marito per tre giorni.

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A raccontare la storia sulle pagine de IlMattino  è il figlio di Vincenzo,  Gennaro De Marino, il quale vivendo a Parigi ha dovuto seguire a distanza gli ultimi giorni di vita del padre.

Il padre Vincenzo viveva con la madre Carmela, mentre lui e la sorella vivono fuori Napoli e hanno dovuto seguire l’intera vicenda da lontano:” mi hanno contattato verso le ore 20:00 di sabato sera per avvisarmi che mio padre stava male e aveva forti dolori alla schiera e al torace. Fino a quel momento non aveva avuto alcun problema di salute. Dopo un’ora ,mia madre mi contatta nuovamente per dirmi che l’ambulanza tardava ad arrivare e che mio padre potrebbe essere già morto”.

Nel momento in cui sono arrivati i sanitari, appurata la morte di Vincenzo i sanitari avendo rilevato una temperatura corporea di 38.5, consigliarono o a mia madre  e alla vicina di casa che era giunta a prestare soccorso,  di allontanarsi ordinando loro la quarantena. A mia madre  però  non era stata rilasciato alcun referto, cosi contatta nuovamente gli operatori del 118 che arrivano a casa con tutti i dispositivi del caso e rilevano che mio padre è deceduto a casa naturale per arresto cardiaco.

Nonostante ciò i sanitari hanno ordinato tutti i protocolli necessari legati al Covid-19,  e mentre andavano via dal palazzo hanno chiesto ai vicini di casa di avvisare gli altri condomini senza creare allarmismi e di contattare il medico di famiglia in caso di sintomi legati al Covid-19.

Da qui, mia madre  continuamente in contatto con noi, ha avuto il timore di poter essere stata contagiata da Coronavirus,  e si è posta la necessità di capire se vi fossero gli estremi per il tampone:” sono stati contattati i carabinieri che hanno rimandato all’Asl che ha dichiarato di non poter intervenire prima di due giorni, il martedì successivo, ossia oggi,  e comunque senza poter praticare il test in quanto i tamponi erano esauriti”.

Dopo aver sollecitato l’intervento delle forze dell’ordine, la Polizia ha contattato la moglie di Vincenzo  la quale è stata assistita per i beni di prima necessità, anche se  la stessa ha dovuto passare  la seconda notte con il cadavere del marito in casa.

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