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Cronaca

Coronavirus: non si entra e non si esce,il paese è blindato, “Siamo tutti Paolisani”

di  Redazione  -  9 Aprile 2020

Le restrizioni si sono inasprite, non si entra e non si esce e ci sono maggiori controlli per le persone positive e per quelle in quarantena. Deroghe per gli spostamenti sono previste solo per chi si deve recare a lavoro o per cause eccezionali.

Da poco prima della mezzanotte di ieri, Paolisi è stato dichiarato zona rossa, al termine di una giornata allucinante, nel corso della quale si è capito una cosa che già tutti sapevano, che il piccolo centro caudino era diventato un focolaio del Covid – 19.

Non è stato, di certo, un fulmine a ciel sereno, la decisione era nell’aria e, forse, poteva essere presa anche prima. Questo non rende la vicenda meno traumatica, tenuto conto che i tamponi sono stati praticati solo ai casi maggiormente sospetti o esposti. A breve dovrebbero essere estesi anche ai familiari e questo potrebbe far impennare il numero dei contagiati.

I carabinieri presidiano i varchi di accesso al paese e ci sono controlli anche all’interno dello stesso tessuto urbano. Chi si deve recare a lavoro o deve entrare a Paolisi per lavoro, munito dell’adeguata certificazione, è autorizzato a farlo.

Come sono autorizzati i sanitari che devono completare i tamponi o i fornitori per i medicinali ed i generi di prima necessità. In buona sostanza, si tratta quasi delle stesse restrizioni che sono state imposte a tutti i cittadini italiani per bloccare il contagio da Covid- 19.

La preoccupazione seria è che il contagio possa già essere stato esteso a tutti. Del resto, dal momento del primo ricovero a quello dei test in serie sono passati più di 10 giorni e l’azienda dove si sono riscontrate diverse positività è rimasta aperta sino a sabato 4 aprile.

Sono fatti già noti, ma non ci stanchiamo di ricordarli perché ci sono responsabilità ben precise dietro a tutto questo e l’autorità giudiziaria è chiamata a fare chiarezza. Chi ha avuto comportamenti dissennati dovrà risponderne in un’aula di tribunale.

Ora possiamo solo stringerci ancora di più a Paolisi che ha iniziato una vera e propria Via Crucis. Non è retorica dire, anzi, gridare oggi: Siamo tutti paolisani. E’ un nostro dovere restare accanto ai nostri fratelli che sono appena entrati nel tunnel.