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Covid, circolare del Viminale ai Prefetti: stretta su assembramenti

Covid, circolare del Viminale ai Prefetti: stretta su assembramenti. “Anche a seguito di recenti episodi di assembramento verificatisi in alcuni grandi capoluoghi, servizi di controlli mirati andranno pianificati.
di redazione
1 mese fa
7 Marzo 2021
Covid, circolare del Viminale ai Prefetti: stretta su assembramenti

Covid, circolare del Viminale ai Prefetti: stretta su assembramenti. “Anche a seguito di recenti episodi di assembramento verificatisi in alcuni grandi capoluoghi, servizi di controlli mirati andranno pianificati.

Con il concorso delle polizie locali, nelle zone urbane usualmente interessate dal fenomeno della movida, sia in circostanze analoghe a quelle surricordate come anche nei giorni festivi e prefestivi”.

È quanto si legge nella circolare del Viminale ai prefetti sul nuovo Dpcm. “Particolare attenzione andrà riservata alle aree territoriali interessate da provvedimenti più restrittivi, adottati dalle autorità regionali o comunali per effetto dell’aggravamento del quadro epidemiologico.

In questi casi controlli nel quadro di una generale sostenibilità che è da valutare in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dovranno principalmente riguardare le vie di accesso e di uscita dai territori oggetto dei provvedimenti”.

Nella circolare inviata ai prefetti a firma del capo di Gabinetto del Viminale, Bruno Frattasi, si forniscono alcune indicazioni in merito alle misure di contenimento e contrasto della diffusione del contagio da Covid 19 contenute nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 2 marzo 2021.

Dal 6 marzo al 6 aprile

Questo ultimo dpcm – che ha sostituito quello del 14 gennaio 2021 – trova applicazione dal 6 marzo 2021 e fino al 6 aprile 2021, Pasqua compresa. L’impianto del nuovo provvedimento conferma in larga parte le misure attualmente in vigore.

“Anche il nuovo decreto prevede un regime differenziato sul territorio nazionale, con misure progressivamente più restrittive in ragione dei diversi scenari di rischio: zona bianca, zona gialla, zona arancione e, infine, zona rossa”.

All’interno della zona bianca “è prevista, in ragione del più basso livello di rischio epidemiologico, la cessazione delle misure restrittive stabilite per la zona gialla”, fatte salve le misure generali anti contagio”.

Nella zona bianca, in ogni caso, “restano sospesi gli eventi e le attività implicanti assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi, nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, e la partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive”.

In zona gialla, le principali novità riguardano i servizi museali e gli spettacoli aperti a pubblico. In particolare, i musei potranno restare aperti anche di sabato e nei giorni festivi, “a condizione che l’ingresso sia prenotato online e telefonicamente.

Mentre, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali; sale da concerto; sale cinematografiche; live club e in altri spazi anche all’aperto potranno svolgersi “con posti a sedere preassegnati e distanziati.

La novità delle scuole

Altra novità quella relativa alle scuole, con la possibilità di stop delegata ai presidenti delle Regioni o province autonome; “in caso di significativo aggravamento della situazione epidemiologica”.

“Ampliate a lavanderie e tintorie le tipologie di esercizi che possono restare aperti; nelle giornate festive e prefestive, all’interno di centri commerciali e strutture simili; mentre nell’ambito dei servizi di ristorazione cade il divieto di asporto dopo le ore 18 per le enoteche”.

“In zona arancione poche le modifiche a quanto previsto dal dpcm del 14 gennaio. Tra di esse la possibilità per alberghi e strutture ricettive di assicurare ai clienti la ristorazione senza limiti di orario.

Per la zona rossa, infine, il principale elemento di novità introdotto per le istituzioni scolastiche sta nella “sospensione; a decorrere dal 6 marzo, dei servizi educativi dell’infanzia e delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado” con conseguente ricorso alla dad.

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