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Detenuti e lavoro, se ne parla domani nel carcere di Secondigliano

Pubblicato il 28 Novembre 2022 - 12:33

Detenuti e lavoro, se ne parla domani nel carcere di Secondigliano

Detenuti e lavoro, se ne parla domani nel carcere di Secondigliano. Convegno su “Detenuti e lavoro: buone prassi e criticità”, domani 29 novembre nel carcere di Secondigliano. Il Garante campano: «Ho pensato di promuovere questo incontro per riflettere ed avanzare proposte su un tema assai importante per chi vive la condizione della carcerazione»

Domani a partire dalle 9 30

È stato organizzato per martedì 29 novembre, a partire dalle ore 9:30, nella Casa circondariale di Secondigliano, il convegno dal titolo “Detenuti e lavoro: buone prassi e criticità”, promosso dal Garante campano delle persone private della libertà personale, in collaborazione con l’Osservatorio regionale sulla detenzione e il carcere “Pasquale Mandato” di Secondigliano.

L’evento, che si pone come una riflessione a più voci sulla delicata questione del lavoro in carcere e, più in generale, per le persone private della libertà personale, vedrà la partecipazione di un importante numero di relatori, che porteranno il racconto della loro esperienza di sperimentazioni di integrazione lavorativa in Campania. Racconteranno il proprio vissuto anche alcuni dei ristretti impegnativi in attività lavorativa muraria ed extramuraria.

Nel corso dell’evento, verrà presentato il Polo Arti e Mestieri, che sorgerà proprio nel penitenziario di Secondigliano.

Il Garante Ciambriello: «Il tema del lavoro nel carcere è avvertito come un problema dalla popolazione detenuta. Il lavoro è una delle prime forme di dignità, per questo, da tempo, nella mia qualità di Garante, mi sono impegnato per sperimentare progetti che potessero offrire ai detenuti un’ulteriore possibilità di reintegrazione e risocializzazione, attraverso borse lavoro e accordi con enti e società, che hanno preso in carico detenuti, che oggi escono liberamente per andare a lavorare.

Credo ci sia un forte bisogno di confronto su tale tematica: il lavoro è un diritto per ogni essere umano, lo sancisce la nostra Costituzione. Anche chi è privato della libertà personale deve vedersi riconosciuto questo diritto, a prescindere se poi il lavoro venga svolto tra le mura del carcere o all’esterno»

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