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Dramma della solitudine, 67enne trovata morta

29 Gennaio 2022

Dramma della solitudine, 67enne trovata morta

Dramma della solitudine, 67enne trovata morta. Ancora un dramma della solitudine ad Avellino, infatti i Vigili del Fuoco intorno alle ore 14’00 di oggi 29 gennaio sono intervenuti in via Salvatore Aurigemma per un soccorso ad una donna che non rispondeva ai ripetuti richiami dei parenti e vicini.

La squadra intervenuta con l’ausilio dell’autoscala è salita al terzo piano dell’edificio e una volta entrati ha rinvenuto il corpo privo di vita di una donna di 67 anni.

Valle Caudina: l’avvocato Adamo ottiene lassoluzione in appello di Antonio Brevetto. Brevetto Antonio, giovane di San Martino Valle Caudina, difeso dall’avvocato Giovanni Adamo è stato mandato assolto dalla Corte di Appello di Napoli.

L’origine del procedimento

Il procedimento penale aveva avuto origine in seguito ad una perquisizione effettuata dai carabinieri della locale stazione , che durante un servizio per la repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti aveva proceduto a carico del Brevetto al sequestro di un considerevole quantitativo di sostanza stupefacente di tipo marijuana essicata e ben 3 piantine della stessa sostanza in piena coltivazione.

Cinque mesi di reclusione

Nel corso del giudizio abbreviato, celebratosi in primo grado, l’imputato era stato ritenuto responsabile del delitto di coltivazione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio, per cui veniva condannato alla pena di mesi 5 di reclusione.

La motivazione della sentenza di primo grado non convinceva minimamente il difensore, che proponeva impugnazione innanzi alla Seconda Sezione della Corte Appello di Napoli, considerato che il provvedimento di condanna non teneva conto degli ultimi orientamenti della Suprema Corte di Cassazione in materia di stupefacenti.

L’avvocato Giovanni Adamo , durante la sua discussione finale, ha prospettato alla Corte dettagliatamente tutti i motivi di gravame, facendo riferimento alle recentissime decisioni di legittimità.Le argomentazioni difensive hanno convinto il collegio presieduto dalla dott.ssa MIELE ed ha mandato assolto l’imputato con la formula piena perché il fatto non sussiste.

Decisione apprezzata

È stata una decisione molto apprezzata dalla difesa, perché assunta con coraggio e spessore giuridico, nonostante l’ insistente richiesta del Procuratore Generale di confermare la sentenza di condanna intervenuta alla fine del giudizio di primo grado. Questa decisione rasserena l’imputato ed il difensore, che confermano la loro piena fiducia nell’amministrazione della giustizia.