Ecco le date di pagamento dell’assegno unico ottobre 2026
Il pagamento sarà disposto mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre
Ecco le date di pagamento dell’assegno unico ottobre 2026. Ecco quando arriva l’accredito dell’assegno unico per il mese di ottobre 2026. Secondo il calendario diffuso dall’INPS, il pagamento sarà disposto mercoledì 21 e giovedì 22 ottobre per i nuclei familiari che già percepiscono la prestazione senza variazioni rispetto al mese precedente.
Per chi ha presentato una nuova domanda, la prima rata arriva generalmente nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione.
Le stesse tempistiche valgono per le famiglie che hanno comunicato una variazione, come la nascita di un figlio o l’aggiornamento dell’ISEE. Gli eventuali conguagli, sia a credito che a debito, vengono invece regolati nelle stesse date del pagamento ordinario.
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uardando al resto dell’anno, dopo ottobre il calendario INPS prevede gli accrediti il 19 e 20 novembre e il 16 e 17 dicembre. Nella prima parte del 2026 i pagamenti si sono svolti con la stessa cadenza, sempre concentrati in due giornate consecutive a partire dalla seconda metà del mese.
Per quanto riguarda gli importi, con la circolare n. 7 del 30 gennaio 2026 l’INPS ha applicato una rivalutazione dell’1,4%. Per ogni figlio minorenne, l’assegno va da un massimo di 203,80 euro al mese – riconosciuto con ISEE fino a 17.468,51 euro – a un minimo di 58,30 euro, previsto per ISEE pari o superiori a 46.582,71 euro o in assenza di ISEE. Tra le due soglie la cifra decresce in modo graduale: con un ISEE di 25.000 euro spettano 165,90 euro, con 35.000 euro 115,90 euro.
La rivalutazione si estende anche alle maggiorazioni previste per i figli con disabilità, per le famiglie numerose, per le madri con meno di 21 anni e per i nuclei in cui entrambi i genitori lavorano.
Lo stato della domanda e la data di disposizione del pagamento si possono verificare nell’area riservata del sito INPS o tramite l’app INPS Mobile, nella sezione dedicata all’assegno unico e universale. In caso di ritardo, la prima verifica da fare riguarda la presenza di un ISEE valido e l’esattezza dell’IBAN comunicato all’Istituto.