Emergenza covid: vaccini ad amici, dirigente medico sospeso

Redazione
Emergenza covid: vaccini ad amici, dirigente medico sospeso
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Emergenza covid: vaccini ad amici, dirigente medico sospeso. Utilizzava ripetutamente a fini personali l’autovettura di servizio e somministrava indebitamente il vaccino anti Covid 19 e tamponi per l’individuazione del virus ai suoi amici. I carabinieri del gruppo Tutela salute di Napoli hanno sottoposto a misura cautelare un dirigente medico dell’Asp di Cosenza.

La misura arriva  in esecuzione ad un’ordinanza del procuratore della Repubblica di Paola, Cosenza.Nel corso delle indagini è risultato che il medico utilizzava per i suoi amici le strutture pubbliche da lui dirette e si appropriava di presidi medici ospedalieri di proprietà dell’Asp.

Successivamente dispensava a terzi  questi presidi in virtù dei suoi rapporti personali. Il medico che e anche direttore sanitario dell’ospedale spoke di Cetraro-Paola è stato sospeso dall’esercito pubblico per 12 mesi.

Dopo l’arresto del dirigente medico del Pascale di Napoli, arriva un’altra pessima storia che vede coinvolto un medico. Un altro dirigente che approfitta del suo ruolo per favorire familiari ed amici.

Comportamento opposto

Una storia del genere risulta anche difficile da commentare. Un comportamento, diametralmente, opposto a quello delle migliaia di medici che stanno lottando contro il covid. Queste persone. non solo rischiano la loro vita, ma sanno mostrare un’empatia unica con i pazienti.

Sanno bene che quelle persone affidate alle loro cure hanno necessità e bisogno di anche di un briciolo di rapporto umano. Non dimentichiamo che le persone malate di covid devono restare isolate.

Come stride il comportamento di questo dirigente medico rispetto a quello dei suoi colleghi. Senza contare che si ha l’impressione che si possano favorire persone per effettuare il vaccino. Mentre il governo ha illustrato come vengano scelte le persone.

La catena dei vaccini

Si è partito dai medici, infermieri, personale sanitario, dipendenti di asl e ospedali. Poi ora vengono vaccinati gli ospiti della Rsa. Poi, terminata questa fase, si andrà procederà per età e patologie. Si comincia con le persone più anziane.

Nessun favoritismo ci può essere nella somministrazione dei vaccini, ci mancherebbe altro. Ma per evitare ogni tentazione, si faranno ancora più ferrei i controlli da parte della forze dell’ordine.