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Femminicidio, ripartire dalle scuole

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8 anni fa - 6 Marzo 2014

Non sarà una riflessione stanca, formale, quella che è stata organizzata per il prossimo otto marzo dall’istituto superiore Luigi Einaudi di Cervinara. Si parlerà dei diritti delle donne, delle loro conquiste ma anche dei temi che più assillano l’altra metà del cielo, ossia, le violenze che sono costrette a subire, spesso nel più totale silenzio. [email protected]….. A scuola di zero violenza, è stato il tema scelto dall’istituto, guidato da Giuseppe Orlando,per riflettere sulla condizione femminile.  Davanti ai ragazzi delle quarte e delle quinte ne parleranno l’ex deputata, Alberta De Simone, che è stata anche presidente della provincia di Avellino ed il dirigente del commissario di polizia di Cervinara, Giuseppina Marino. Due donne impegnate in prima linea su questo fronte che hanno anche dei ruoli di rilievo. La violenza sulle donne è un tema importante per la Valle Caudina, in quanto, purtroppo il nostro territorio non è per nulla avulso da questo terribile fenomeno. Ci sono casi per i quali, in un recente passato, abbiamo guadagnato, tristemente, le prime pagine dei giornali nazionali, Nessuno, infatti, potrà dimenticare il femminicidio di Elisa Affinito, avvenuto il 17 agosto del 2011, a Cervinara. Una donna, uccisa mentre tornava dal lavoro dal marito, davanti alla porta di casa. Ma andando con la mente un poco più in là nel tempo, non si può non ricordare la cosiddetta strage dell’Immacolata a San Martino Valle Caudina, avvenuta l’otto dicembre del 1999. Anche qui, un marito ed un padre, decise di sterminare la propria famiglia e poi di farla finita. Romeo Iachetta, uccise la moglie, la figlia di appena undici anni e, per fortuna, gli altri figli riuscirono a mettersi in salvo mentre lui faceva saltare la propria abitazione. Orrore puro ma ci sono anche tanti altri casi, quelli che non riescono a guadagnare le prime pagine dei giornali. Ci sono i casi, in cui, in questo tempo maledetto che stiamo vivendo, tante donne si spaccano la schiena dalla mattina alla sera per i loro uomini ed in cambio ricevono solo botte. E loro soffrono in silenzio, non hanno il coraggio di denunciare, restano legate, in modo insano ai loro carnefici. Le leggi approvate in parlamento sono lontane da queste storie. Sono ancora tante le ragazze che hanno un basso grado di istruzione e che vivono la loro condizione femminile non, diversamente, da come la vivevano le loro madri o le loro donne. Intendiamoci, anche in Valle Caudina, ci sono stati importanti passi in avanti su questo versante ma la sensazione è che tante donne continuino a vivere in una condizione di subalternità e di disagio. Il fatto che la scuola si faccia carico di un’educazione al rispetto dell’altro è davvero meritorio, I ragazzi di oggi, infatti, saranno gli uomini di domani e si fa loro capire che la donna deve essere rispettata questo produrrà effetti molto positivi nella società del futuro.

Peppino Vaccariello

Femminicidio, ripartire dalle scuole