Gennaro Falzarano: il comune di Airola non è propreità privata

Lettera aperta del consigliere di minoranza

Redazione
Gennaro Falzarano: il comune di Airola non è propreità privata

Gennaro Falzarano: il comune di Airola non è propreità privata. In una lettera aperta il consigliere comunale di minoranza di Airola Gennaro Falzarano critica fortemente la gestione della “res publica” da parte del Sindaco e della sua maggioranza a discapito del bene comune

“È tempo che i cittadini di Airola si pongano una domanda fondamentale sulla gestione del patrimonio pubblico, perché ciò che sta accadendo intorno alla vicenda TTA non è solo un caso amministrativo, ma un affronto a ogni singola famiglia che vive in questo paese.

Bisogna chiarire un principio che sembra smarrito a Palazzo Montevergine: gli immobili comunali non appartengono al Sindaco o alla maggioranza di turno, appartengono alla comunità. Eppure, l’Amministrazione attuale — in evidente continuità con le passate gestioni — sembra disporre di questi beni con una discrezionalità che non appare minimamente orientata alla tutela del patrimonio collettivo, preferendo assecondare logiche che nulla hanno a che fare con il bene comune.

Per vent’anni la delicata questione della TTA è stata utilizzata come una sorta di ammortizzatore elettorale, agitando lo spauracchio della chiusura o ventilando prospettive occupazionali mai realmente consolidate, mentre la realtà ci restituisce un’azienda che ha scarsi legami con la Valle Caudina e il cui ritorno economico sul territorio appare prossimo allo zero.

Siamo di fronte a una gestione che ha scelto una linea di estrema accondiscendenza verso interessi privati esterni ad Airola, arrivando a rinunciare a circa un milione di euro di risorse pubbliche.

Nonostante una condanna del Giudice al pagamento di 2,5 milioni di euro per debiti arretrati, l’Amministrazione ha infatti deciso di conciliare, riconoscendo alla società uno sconto milionario per presunte migliorie che non risultano verificate o accertate dai nostri uffici tecnici.

Si tratta di un paradosso inaccettabile per i commercianti e gli imprenditori locali che pagano IMU e TARI ai massimi livelli nazionali senza alcuna agevolazione, mentre a questa realtà viene concesso persino un rinnovo contrattuale anticipato alle medesime condizioni: un atto che sembra funzionale esclusivamente a permettere alla società di sbloccare finanziamenti pubblici per 20 milioni di euro.

La gravità dei fatti tocca il culmine con l’incendio “De Lucia”: la TTA ha incassato indennizzi assicurativi per oltre 4,5 milioni di euro, somme che riguardavano anche i danni subiti dalla struttura di proprietà del Comune che, ad oggi, resta non ripristinata.

Perché l’Amministrazione è rimasta inerte mentre un privato percepiva fondi su beni pubblici senza garantire il ripristino del patrimonio cittadino?

Mentre la società accumula già nuovi arretrati per 150.000 euro, l’Amministrazione continua a stendere tappeti rossi, agendo come un facilitatore per interessi privati anziché come il custode rigoroso del bene comune.

Un amministratore diligente avrebbe difeso la proprietà dei suoi cittadini con ogni mezzo. Qui, invece, si è scelta la strada della rinuncia. Di fronte a questo scenario, la domanda sorge spontanea: si tratta di una cronica incapacità o di una precisa volontà politica di favorire il privato a scapito dell’Ente?

Airola merita risposte, ma soprattutto merita un’amministrazione che smetta di gestire i beni pubblici come se fossero affari di famiglia”.