Attualità

Giovani cattolici beneventani: quanta confusione!

di  Redazione  -  22 Maggio 2019

Oggi ricorre il triste anniversario della introduzione della legge 194. In 41 anni, in nome di questa legge nei nostri ospedali pubblici sono stati abortiti ben 6 milioni di bambini. I medici che hanno eseguito questi aborti, hanno rivestito il ruolo di veri e propri “sicari” (il termine è di papa Francesco).

Per ricordare questa nefasta ricorrenza, sabato scorso si è snodata tra le strade di Roma la nona Marcia Nazionale per la Vita. Una imponente manifestazione a cui hanno partecipato alcune decine di migliaia di persone, circa il doppio dello scorso anno.

Tanta speranza dalle innumerevoli famiglie e giovani presenti molti dei quali militanti in associazioni come gli “Universitari per la Vita”, “Generazione voglio vivere”, “Pro-Vita”, ecc. Notevole pure la partecipazione di sacerdoti e suore che hanno accompagnato, gioiosi, tanti giovani per aiutarli a comprendere che restare tra le muffe delle sacrestie, mentre fuori la Vita viene calpestata, significa esprimere un cristianesimo asfittico.

L’indifferenza dei giovani beneventani

E i giovani beneventani? E’ il terzo anno consecutivo che il CAV è costretto a disdire i bus che organizza per assenza di adesioni. Perché questa indifferenza verso la difesa della Vita? Eppure la situazione dell’attacco alla Vita in Italia, in Europa e nel mondo è drammatica.  Proprio l’altro ieri per il 42enne Vincent Lambert, la cui unica colpa è quella di essere tetraplegico e contro la volontà della madre, era partita la macchina della morte, grazie a Dio bloccata dai giudici di appello.

I giovani cattolici beneventani dominati dal pensiero unico

I giovani cattolici beneventani sembrano dominati dal “pensiero unico” veicolato dai mass media in gran parte controllati dalle potentissime élite anticristiane di cui mutuano acriticamente il pensiero menzognero. Come sui migranti, con l’accoglienza indiscriminata e senza regole; sui cambiamenti climatici dove giurano che l’uomo è la causa della catastrofe ambientale; su mafia e legalità salvo contraddirsi quando accettano che le mafie prosperino sull’illegalità dell’immigrazione clandestina.

Combattono fantomatiche battaglie come l’“omofobia” e il “femminicidio”, inventate appositamente da quei poteri e accettano tranquillamente le unioni omosessuali, ancorché condannate dalla Chiesa. Si scagliano giustamente contro il nazifascismo che eliminava persone malate con logiche eugenetiche, ma appaiono indifferenti all’eutanasia ormai alle porte anche in Italia.

E per i cristinai persequitati?

Per i cristiani perseguitati mai una veglia di preghiera o un momento comunitario per riflettere sul dramma che colpisce i nostri fratelli nella fede nel mondo a causa dell’Islam. Spesso e volentieri i cattolici beneventani vanno a braccetto con gli attivisti dei “centri sociali” (gli stessi che occuparono la sede del CAV per impedirne l’apertura) di cui condividono ideali e idoli. Sulle pareti della sede della Pastorale Giovanile, il pluriomicida C’è Guevara e il tossicodipendente John Lennon sono esaltati quali modelli da imitare accanto ai santi e i martiri della fede.

Ovviamente, alle prossime elezioni europee andranno in massa a votare, sentendosi pure a posto con la coscienza, un partito che ha violato, con l’aborto e unioni gay, le leggi di Dio e il cui segretario si è appena dichiarato a favore dell’eutanasia, ovvero quel barbaro trattamento che era stato riservato a Lambert.

Una confusione che ha dell’incredibile alimentata, ahimè, da alcuni preti e da troppi falsi maestri. E poi ci si chiede perché i seminari chiudono, le chiese si svuotano, i giovani non si sposano più in una società in cui l’inverno demografico avanza inesorabile.

Carlo Principe
Presidente del Centro di Aiuto alla Vita Benevento – ONLUS