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I treni non passano più per le stazioni ferroviarie della Valle Caudina

2 mesi fa
2 Agosto 2020
di redazione

I treni non passano più per le stazioni ferroviarie della Valle Caudina. I treni non arrivano e non partono più. Da tempo non passano proprio. In questi primi giorni di agosto, sino a pochissimi anni fa,  gli scali ferroviari di Arpaia, Rotondi, Cervinara e San Martino Valle Caudina pulsavano di vita. Ne arrivava di gente. Persone che tornavano ai loro paesi, parlando tante lingue diverse.

Avventure

E quante comitive di ragazzi, zaino e sacco a pelo in spalla  e magari una chitarra, partivano verso le loro prime avventure vacanziere? Quel treno che andava verso Napoli o Benevento rappresentava la prima tappa verso il sole, il mare, l’amore. Su quei vagoni iniziava il viaggio per superare la linea d’ombra tra adolescenza e giovinezza. Certo, ci sono i pullman sostitutivi che funzionano bene, ma vedere le stazioni, chiuse e sbarrate, in questo mese d’agosto stringe veramente il cuore.

Denuncia

Da anni Il Caudino denuncia il graduale abbandono di questa linea ferroviaria. Una parabola iniziata nel 2008 e continuata sotto i governi regionali e nazionali di ogni bandiera. Ci dicono che per sopravvivere bisogna puntare verso  la stazione di Afragola e passare con Rfi. Concordiamo tutti ma, intanto, il tempo passa. Altri territori puntano sull’alta velocità e l’alta capacità ferroviaria e la Valle resta tagliata fuori. Intanto la frana a Santa Maria a Vico impedisce che i treni tornino a viaggiare e le stazioni restano chiuse.

Mercimonio

Sul far del tramonto diventano quei luoghi delle miserie umane che si trovano in tutte le periferie quando si abbandonano gli edifici pubblici. Si commercializza droga e carne umana. Così quelle stazioni da sogno di libertà e di sviluppo si trasformano in un incubo. Così il degrado inizia ad avanzare verso le nostre comunità. I treni non passano più, non si fermano e non partono dagli scali ferroviari di Arpaia, Rotondi, Cervinara e San Martino Valle Caudina. I treni restano fermi e neanche la speranza scende nelle nostre stazioni.

Peppino Vaccariello

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