L’assessore regionale Serluca contro la soppressione dei comuni montani
Una netta presa di posizione che riguarda anche i comuni caudini
L’assessore regionale Serluca contro la soppressione dei comuni montani. La Coldiretti Campania plaude l’intervento dell’assessora all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca intervenuta sul decreto attuativo della legge nazionale sulla Montagna che rischia di penalizzare i territori più fragili.
Nel comunicato diramato dalla Regione Campania è riportato l’intervento che fa seguito ad una precedente presa di posizione avversa del presidente Roberto Fico avvenuta nel corso della Conferenza Unificata del 15 gennaio.
“I criteri di classificazione dei Comuni montani previsti dalla nuova Legge sulla Montagna sono fortemente penalizzanti per la Campania e rischiano di escludere territori fragili che rispecchiano pienamente il concetto costituzionale di montagna” dichiara l’assessora all’Agricoltura della Regione Campania, Maria Carmela Serluca accendendo ulteriormente il dibattito sul DPCM attuativo della Legge n. 131 del 12 settembre 2025, che si basa su nuovi parametri altimetrici e di pendenza per la definizione di zone montane.
Il tema è stato al centro della recente riunione della Commissione Politica per la montagna della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, coordinata dalla Valle d’Aosta, alla quale hanno partecipato gli assessori regionali competenti.
“Insieme a molte altre Regioni – ha affermato l’assessora Serluca – ho espresso una forte preoccupazione verso un impianto normativo che rischia di escludere una parte significativa degli attuali Comuni montani della Regione, fino al 30%, con il rischio concreto di una pari riduzione dei fondi nazionali destinati ai territori campani.
La montanità non può essere definita esclusivamente da criteri tecnici come altitudine e pendenza, ma deve tenere conto anche di fattori socio-economici quali l’accesso ai servizi, il basso reddito, lo spopolamento e la marginalità”.
“L’erroneità dell’attuale impostazione normativa – ha proseguito l’assessora Serluca nel comunicato stampa inviato dalla Regione Campania – è evidente: il nuovo impianto includerebbe centri storicamente non riconosciuti come montani, dotati di idonei e sufficienti servizi e collegamenti, escludendo invece Comuni penalizzati solo da quote altimetriche o pendenze inferiori che rientrano pienamente nel concetto di montanità tutelato dalla Costituzione, perché caratterizzati da maggiore fragilità economica e sociale”.
“Dopo il confronto sul piano tecnico e politico, che ha visto la contrarietà di numerose Regioni – ha concluso l’assessora – valuteremo la nuova bozza del DPCM, attesa a giorni, che introdurrà correttivi ai requisiti per la classificazione dei Comuni montani.
Ribadiamo con forza che la montagna non è solo un dato altimetrico e manifesteremo la nostra contrarietà in tutte le sedi istituzionali a questa impostazione, sostenendo l’introduzione nella legge di parametri di natura socio-economica. Ignorare la complessità dei territori montani rischierebbe infatti di consolidare i divari territoriali, sia a livello regionale che a livello di sistema-Paese”.