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Luigi Gallo, partigiano dimenticato in Valle Caudina ma celebrato al Nord

di  Redazione  -  25 Aprile 2019

Valle Caudina. “Avevo nove o forse dieci anni…in corteo, partendo dalla Chiesa, proseguimmo verso il cimitero. Ai lati della strada due file di donne precedevano la piccola bara portata a spalle da quattro uomini. Arrivati a via Croce, il gruppo di donne intonó ”o bella ciao”, tutti cantammo con loro. In quella piccola bara non c’era un bambino ma le spoglie di un uomo e con lui il prezzo pagato per la libertà in una fredda notte di gennaio di un non tanto lontano 1945. Luigi Gallo ”Battisti” 76 bgt Garibaldi…riposa in pace all’ombra del Partenio”, Francesco Mainolfi lo ricorda così su Facebook.

Il partigiano di Rotondi

Al partigiano Luigi Gallo, originario di Rotondi, il comune di Ivrea,  in provincia  di Torino, ha dedicato il Lungodora, la strada che costeggia la Dora Baltea, fiume che attraversa la cittadina del Canavese. Inoltre diversi anni fa, fu commemorato, proprio in occasione di una Festa della Liberazione, dall’amministrazione comunale eporediese che ne ricordò la figura di commissario politico della 76ma Brigata Garibaldi, la cattura avvenuta a Lace il 29 gennaio 1945 e l’orribile tortura a cui fu sottoposto, nella caserma di Porta Vercelli, quando fu impiccato con del fil di ferro ad un albero. Il suo corpo fu riconosciuto all’ospedale di Ivrea dalla staffetta Cassandra.