L’Unione Monarchica: Taglio dei Parlamentari a danno delle minoranze

Il Caudino
L’Unione Monarchica: Taglio dei Parlamentari a danno delle minoranze

Riceviamo e pubblichiamo.

Presentato come una misura che produce risparmi, il taglio dei parlamentari, non a caso iniziativa di un movimento politico, quello dei 5 Stelle, che predilige la democrazia diretta e avversa la democrazia rappresentativa, provoca un danno irreversibile al pluralismo politico, limitando il ruolo delle minoranze linguistiche e territoriali, i cui effetti si vedranno anche nelle deliberazioni parlamentari sull’elezione del Capo dello Stato e sulla scelta dei componenti degli organi di garanzia, Corte costituzionale, Consiglio Superiore della Magistratura e organi di autogoverno di Consiglio di Stato e Corte dei conti.

Riequilibrio

In assenza di un riequilibrio dei poteri dello Stato e di una distinzione dei ruoli di Camera e Senato, fidando nella promessa di una riforma, futura e incerta, di una legge elettorale che in ogni caso prevedrà collegi di centinaia di migliaia di elettori, che marcheranno un ulteriore distacco tra i cittadini e la politica, i partiti, ricattati dalla demagogia “grillina” anticasta, e nel timore di una crisi di governo che avrebbe comportato un ritorno alle urne, hanno votato una riforma nella quale le personalità più rappresentative della politica e della cultura giuridica hanno apertamente messo in risalto limiti e incognite.

Democrazia rappresentativa

I monarchici italiani, educati alla democrazia rappresentativa consacrata dallo Statuto Albertino, la Carta costituzionale del Regno d’Italia, denunciano una decisione demagogica e illiberale che, a fronte di un “risparmio” di qualche milione, limita quegli spazi di libertà che caratterizzano le democrazie occidentali attraverso la valorizzazione del pluralismo delle idee che la riforma inevitabilmente è destinata a comprimere. L’Unione Monarchica Italiana, da sempre impegnata a rivendicare il diritto inalienabile del cittadino di scegliere i propri rappresentanti nelle assemblee legislative, oggi composte da “nominati”, non mancherà di assicurare il proprio apporto al dibattito sull’esigenza di ulteriori riforme costituzionali ed elettorali a garanzia del ruolo centrale del Parlamento nella vita politica della nostra Italia.

Il Presidente Nazionale
Avv. Alessandro Sacchi