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M5S: “Idraulico forestali, De Luca li definisce ‘pippe varie’ e li lascia senza stipendio per 5 mesi”

di  Redazione  -  4 Gennaio 2019

I consiglieri regionali Cammarano e Saiello: “Le offese del governatore a 178 famiglie al limite della sopravvivenza”

“Nella sua ultima gag in Consiglio regionale, in maniera irriguardosa e offensiva, De Luca ha dato una vergognosa definizione del dramma che vivono da sempre le famiglie degli operatori idraulico-forestali. Durante l’ultima discussione sul bilancio, nell’aula del Consiglio regionale, il governatore della Campania si è permesso di definire “pippe varie” situazioni come quella in cui versano i 178 operatori del comparto che, ancora una volta, si ritrovano senza stipendio da ben cinque mesi. Un’offesa a tutte le famiglie dei lavoratori pronunciata in un’aula che De Luca ha eletto a personale studio televisivo a suo uso e consumo o, all’occorrenza, a sede per i comizi suoi, della sua maggioranza e dei suoi alleati di centrodestra. Questo è il rispetto che chi gestisce la terza regione d’Italia ha per lavoratori che non hanno di che vivere, sebbene non abbiano mai fatto mancare il proprio apporto e la propria opera per la tutela e la salvaguardia dei nostri boschi e della nostra macchia mediterranea”. E’ quanto denunciano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano e Gennaro Saiello, che sulla vicenda hanno presentato un’interrogazione.

“Da anni la criticità relativa ai ritardi con cui vengono erogati gli stipendi agli idraulico-forestali è diventata oramai cronica – ricordano Cammarano e Saiello – e se in passato i lavoratori hanno ottenuto parte degli arretrati è stato solo a seguito di nostri atti e delle nostre puntuali denunce. Come quando scoprimmo che la mancata erogazione di ben sei stipendi era provocata dalla incapacità dei dipendenti regionali a utilizzare un nuovo software. Di fronte a tutto questo, piuttosto che scusarsi con operatori che non hanno incrociato le braccia per un solo giorno, il governatore della Campania arriva addirittura ad offenderli e a mortificarne la dignità umana e professionale”.