Madre e figlio in arresto per favoreggiamento della prostituzione

Redazione
Madre e figlio in arresto per favoreggiamento della prostituzione
Favoreggiamento della prostituzione a Telese Terme, nei guai un 42enne

Madre e figlio in arresto per favoreggiamento della prostituzione. Nella mattinata odierna, all’esito di intensa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento, militari della Compagnia Carabinieri di Benevento hanno dato esecuzione ad una misura cautelare personale degli arresti domiciliari nei confronti di una sessantaduenne e del figlio venticinquenne.

Favoreggiamento della prostituzione

Madre e iiglio sono stati  raggiunti da gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di favoreggiamento della prostituzione, mediante la gestione di una struttura ricettiva extralberghiera – affittacamere “Casa Vacanze” sita in Benevento, nonché di un altro appartamento sito in Benevento concesso in locazione a scopo di esercizio di una casa diprostituzione.

In particolare, l’attività d’indagine traeva origine dalla segnalazione di un cittadino circa un movimento di persone all’interno di un appartamento adibito a struttura ricettiva.

Le conseguenti indagini svolte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Benevento, attraverso servizi di osservazione, consentivano di verificare l’effettiva presenza di persone che si recavano all’interno dello stabile e, quindi, procedevano alla loro identificazione ed alla loro escussione quali clienti delle persone dedite all’attività di prostituzione.

Successivamente, veniva avviata attività di intercettazione telefonica a carico di varie utenze, che offriva ulteriori riscontri e rendeva conto della redditività dell’attività posta in essere dal gestore e titolare della struttiva ricettiva per l’esercizio del meretricio.

In particolare venivano raccolti gravi indizi a carico della donna, che gestiva di fatto l’attività, teneva i contatti con le persone esercenti la prostituzione, ne organizzava i turni di regola settimanali, sovente ne curava gli spostamenti, favoriva la compresenza di più persone nell’appartamento – ciascuna nella propria camera da letto, cercando di soddisfare le richieste delle singole persone quanto alle compagne di appartamento -, puliva i locali al termine di ciascun turno, concordava il prezzo del soggiorno e riscuoteva il denaro, tollerando che le persone pubblicassero fotografie dell’appartamento sui siti di incontri ove offrivano prestazioni sessuali a pagamento.

Venivano raccolti altresì gravi indizi a carico del figlio della donna, il quale curava la parte burocratica, registrando le presenze presso la struttura ricettiva e predisponendo le fatture, nonché stipulando contratti di locazione del secondo immobile, scritti o verbali, di durata breve, dai sette ai quattordici giorni, nella consapevolezza dell’attività di prostituzione esercitata dalle persone soggiornanti negli immobilimedesimi.

Il secondo immobile

Sulla scorta degli elementi raccolti il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Benevento, condividendo la richiesta della Procura, emetteva il provvedimento cautelare degli arresti domiciliari nei confronti della donna e del figlio, in considerazione del pericolo di reiterazione di reati della stessa specie, poiché l’attività investigativa consentiva di rilevare il radicamento del proposito criminale, tanto che, la donna nel corso dell’attività investigativa dispiegata si procurava, acquistandolo, il secondo immobile da destinare alla medesima attività di meretricio.

Il GIP del Tribunale di Benevento, accogliendo la richiesta della Procura, disponeva altresì il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, dei due appartamenti, atteso che gli stessi hanno costituito e costituiscono tuttora, uno degli strumenti adoperati dai prevenuti per favorire l’attività dimeretricio.

Il provvedimento oggi eseguito -avverso cui sono ammessi mezzi di impugnazione- è stato disposto in fase di indagini preliminari, e i destinatari dello stesso sono persone sottoposte alle indagini e quindi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

( Foto di repertorio)