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Montesarchio: Chiara Tangredi in “Il giorno in cui mi capitò di morire”

di  Redazione  -  11 Maggio 2016

“Tutte le strade portano a Roma, proprio come le vite di ogni essere vivente portano a un’unica e definitiva destinazione. Con un inevitabile arrivo, non rimane che percorrere la propria strada e magari cercare di allungare il tragitto di qualche passo. Ma poi accade a nove anni di morire, tutto sommato però i postumi della morte vengono subiti dai vivi. È la scomparsa di un bambino innocente il motore di un rimestamento morale ed etico di un paese qualunque dei nostri giorni. Un paese in cui di morale e di etica non si vive di certo e dove un ironico cinismo è il tratto distintivo di personaggi sanguigni talmente realistici da poter diventare reali. L’illusione della permanenza, l’incessante trascorrere del tempo e l’evidente fatto che in ogni caso la vita va avanti fanno maturare nei protagonisti un atteggiamento di rassegnata tolleranza, perché se è vero che la morte si subisce, allora forse tanto vale mettersi comodi”.
Questa la trama del primo testo teatrale di Chiara Tangredi di Montesarchio presentato ieri all’Istituto Fermi. L’incontro con l’autore di ieri ha chiuso un progetto di lettura che ha coinvolto gli alunni delle classi quarte del liceo. L’iniziativa, resa possibile dalla disponibilità del dirigente Giulio De Cunto, è nata da una proposta della professoressa Della Camera nell’ambito dello studio sul teatro. Avendo quest’anno affrontato la commedia dell’arte e Carlo Goldoni, gli alunni sono stati invitati a leggere un testo teatrale contemporaneo: “Il giorno in cui mi capitò di morire”.
Al progetto ha collaborato attivamente la professoressa Stanzione. I ragazzi sono stati i protagonisti dell’incontro finale. Ha moderato lo studente Kevin Falzarano, hanno letto dei brani estratti dall’opera: Francesco Lauritano, Martina Grasso, Enrico Franco, Mary Lanni, Dennis Giglio, Sara Raucci, Giovanni Pallotta, Ilaria Padovano, Ida Covino, Sara Capobianco. Giulia Giglio ha accompagnato la lettura del brano finale suonando la chitarra.
“Ho scritto il mio primo romanzo in quarta elementare quando giocavo ancora con bambole e macchinine, poi ho imparato a scrivere e la scrittura ha sostituito le bambole” così esordisce la giovane scrittrice Tangredi che continua: “Sono restia ad organizzare perché potrebbe diventare l’auto celebrazione dell’autore e lo scetticismo di come un lettore si avvicini all’emergente sono le difficoltà che ho incontrato’”.
Chiara Tangredi nel 2013 ha pubblicato già la sua prima silloge lirica: “Sono come il coccodrillo: piango sul latte versato” ed ha partecipato a diverse antologie tra le quali il Federiciano 2014, Libro verde con la poesia “Non mi lasciare prima dei 100 anni” e Nanoracconti a cura di Pietro Samiano. Soddisfatta la professoressa Della Camera: “Abbiamo invitato Chiara per darle la possibilità di esprimersi nella scuola che ha frequentato e per offrire ai ragazzi la possibilità di incontrare chi ha realizzato il suo sogno”.
All’incontro era presente un pubblico numeroso che ha avuto modo di apprezzare quindi la qualità di scrittura dell’autrice.

Brigida Abate