Paziente oncologica lasciata 200 ore in pronto soccorso, la nota di Potere al Popolo Sannio

La vergognosa vicenda non smette di suscitare reazioni

Redazione
Paziente oncologica lasciata 200 ore in pronto soccorso, la nota di Potere al Popolo Sannio

Paziente oncologica lasciata 200 ore in pronto soccorso, riceviamo e pubblichiamo la nota di Potere al Popolo Sannio.

“Ha fatto scalpore  il grave episodio della paziente oncologica tenuta su una barella in Pronto Soccorso per nove giorni in attesa di posto letto.

Perfino il primo cittadino ha dovuto interrompere i festeggiamenti di queste giornate per chiamare in causa, a mezzo lettera aperta, nientemeno che la direttrice generale del nosocomio cittadino”. E’ quanto sottolinea in un comunicato stampa Potere al Popolo Sannio.

“Del resto, continua la nota, quando ci si intesta qualsiasi cosa di positivo accada in ospedale, poi bisogna assumersi anche la responsabilità delle carenze e dei disservizi, ma bisognerebbe farlo sul serio: quale miglior momento per mettere le necessità del sistema sanitario locale al centro del dibattito politico se non questo, quando si stava trattando per la composizione della Giunta Regionale?

Ovviamente invece si è parlato solo di nomine e non dei reali problemi dei territori, come era chiaro che sarebbe successo.

Ma l’aspetto che ci teniamo a sottolineare di più di tutta la vicenda è che il caso non sarebbe diventato di dominio pubblico e che probabilmente la relativa nota congiunta emessa dalle Organizzazioni Sindacali non sarebbe stata diramata alla stampa se il figlio della paziente non avesse deciso di raccontare pubblicamente la storia di sua madre, invece di rassegnarsi al silenzio o di battere piste più discrete, cercando soluzioni più “avvilenti” che tante persone scelgono di accettare essendo in stato di estrema necessità.

Tanto di cappello. Sta di fatto che dalla DG, per ora, nessuna risposta, replica o scuse ufficiali, sul sito del San Pio non v’è traccia dell’episodio né tantomeno di una replica, forse gli avvocati dell’Azienda, che sarebbe bello poter tornare presto a definire “Ospedale”, sono in ferie.

Chiediamo quando sarà che inizieremo a sollevare il problema politico delle inefficienze del San Pio, con la stessa dignità che ha esibito il figlio della malcapitata?

Quando inizieremo a parlare dei percorsi assistenziali poco chiari e arrabattati intorno a carenze ormai “strutturali”?

Quando solleveremo il tema di non far lavorare i professionisti della sanità in una condizione di perenne stato emergenziale?

Quando ci porremo il problema di non far avvertire ai pazienti la fragilità di un sistema che amplifica esponenzialmente la precarietà della malattia e aggiunge stress all’incertezza della condizione, già gravosa, di essere malati?

A queste domande non sappiamo dare risposta ma sappiamo che la permanenza in Pronto Soccorso è solo la punta dell’iceberg uno dei problemi, probabilmente quello più evidente all’utenza, ma comunque di certo non il più grave in senso assoluto.

Ecco perché siamo e saremo al fianco dei cittadini e dei professionisti della salute, ora che i grossi interessi economici e finanziari stanno atterrando il Servizio Sanitario Nazionale con la complicità dei vari politicanti prezzolati di tutte le risme.

Occorre dunque che tutte le parti sociali e istituzionali operino un’azione concreta e diretta per provare a salvare il sistema sanitario universalistico, e smettano di preoccuparsi soltanto di mantenere lo status quo.

Cittadini, pazienti e lavoratori della sanità chiedono risposte e sta alle istituzioni, che dovrebbero monitorare più costantemente la situazione dei servizi essenziali e non limitarsi alle lettere aperte scritte da sopra un albero di pero, fornirle”.