” Pazienza se qualcuno muore”, frase choc dal presidente di Confindustria Macerata

Redazione
” Pazienza se qualcuno muore”, frase choc dal presidente di Confindustria Macerata
" Pazienza se qualcuno muore", frase choc dal presidente di Confindustria Macerata

” Pazienza se qualcuno muore”, frase choc dal presidente di Confindustria Macerata. “Le persone sono un po’ stanche e vorrebbero venirne fuori, anche se qualcuno morirà, pazienza”. E’ la frase choc pronunciata dal presidente di Confindustria Macerata Domenico Guzzini, parlando di Covid, ieri sera, durante un evento on line dedicato alla moda. Una vicenda che riporta l’Ansa.

Una frase che davvero fa accapponare la pelle, tenuto conto che i morti del 2020 supereranno i 700mila, gli stessi di un anno di guerra e, purtroppo, stiamo combattendo contro un nemico subdolo. Nemici sono anche coloro che mostrano questo cinismo e tendono a sottovalutare quello che sta avvenendo. Sono cinici e criminali e i loro comportamenti servono solo ad aumentare i contagi.

“Non è ancora finito il 2020, ma una valutazione ragionevole fa pensare che quest’anno supereremo il confine dei 700mila decessi complessivi, che è un valore preoccupante perché una cosa del genere l’ultima volta, in Italia, era successa nel 1944. Eravamo nel pieno della seconda guerra mondiale”.

A illustrare i numeri dai quali si deduce anche il peso della pandemia Covid, è stato, durante la trasmissione Agorà su Rai Tre, il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo. “Nel 2019 – precisa – il dato era stato di 647.000 morti”.

“Nelle prossime ore, in questi giorni, discuteremo con il Governo, come Regioni, per capire come arginare il rischio di una terza ondata. Chi ne capisce più di noi dal punto di vista scientifico dice che è inevitabile, ma il tema non sarà l’inevitabilità o meno, sarà la forza di questa terza ondata, cioè se sarà troppo robusta o invece, come ci auguriamo, se sarà lieve”. Così Stefano Bonaccini.

” Pazienza se qualcuno muore”, frase choc dal presidente di Confindustria Macerata

“Per fare questo si studiano quotidianamente le curve di contagio” e in Italia la curva “è scesa complessivamente” ma “in maniera meno robusta di quello che si poteva prefigurare, anche perché non c’è stato un lockdown totale come a marzo”.