Piovono aumenti in tutti i settori, le famiglie avranno un aggravio di 672 euro l’anno
Nella maggior parte dei casi gli aumenti non sono giustificati
Piovono aumenti in tutti i settori, le famiglie avranno un aggravio di 672 euro l’anno. Piovono aumenti in questo inizio di 2026. Il costo della vita continua a crescere a dismisura e le famiglie sono sempre più in difficoltà perché gli aumenti riguardano tutti i settori. Una lunga sfilza di rincari sta per abbattersi sulle tasche dei consumatori. Fra auto, telefonia, viaggi, tempo libero e altri capitoli di spesa, anche il 2026 si preannuncia salato.
Le previsioni profilano un salasso, innanzitutto, per l’auto. Secondo una nuova rilevazione dell’associazione delle autocarrozzerie, nell’ultimo anno gli automobilisti hanno già speso fino al 3% in più per pezzi di ricambio, riparazioni, manutenzioni, affitto di garage e posti auto, parcheggi.
Ma ora cresce del 12,5% l’aliquota sulle polizze accessorie per rischi di infortunio al conducente e di assistenza stradale sui contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026: un aggravio sugli assicurati calcolato da Assoutenti in complessivi 115 milioni di euro. Lievitano anche i costi del bollo auto (in alcune Regioni, come l’Emilia-Romagna, l’aumento arriva al 10%) e di abilitazione alla guida.
Per le ore di esercitazione pratica obbligatorie (che salgono da 6 a 8) si dovranno sborsare più di 400 euro rispetto agli odierni 300 (tenuto conto delle tariffe a 40 e 60 euro l’ora). Non va meglio per la revisione che potrebbe passare dagli attuali 79,02 a 88 euro. Rialzi che si sommano a quelli su diesel e pedaggi.
Dal 1° gennaio, infatti, il riallineamento dell’accisa sul gasolio si è tradotto in un aggravio di circa 5 centesimi al litro. Per chi fa due pieni al mese, l’extra annuo stimato supera gli 80 euro. Su, per effetto dell’adeguamento all’inflazione, anche le tariffe autostradali: l’incremento, in media dell’1,5%, riguarda tutta la rete ma su alcune tratte (come la Salerno-Pompei-Napoli) si sfiora il 2%.
Occhio anche ai costi di telefonia. A lanciare l’allarme è il Codacons, che denuncia rincari delle tariffe da uno a cinque euro al mese ovvero fra 12 e 60 euro annui in più. Stando all’associazione dei consumatori, «i principali operatori, a partire da gennaio, hanno modificato unilateralmente le condizioni contrattuali praticate ai clienti, applicando aumenti delle tariffe telefoniche al pubblico, sia per le linee fisse sia per quelle mobili».
Ma una nuova ondata è attesa fra febbraio e marzo, in particolare per le offerte di alcuni abbonamenti con contenuti e per il canone di alcuni servizi di rete fissa o cellulare. Ma i rincari più critici, secondo l’associazione di consumatori Adoc, sono su riso, caffè, cioccolato, carne (un record di 127% in più per la bovina), formaggi e latticini, perfino un alimento “povero” come le uova.
L’Osservatorio nazionale Federconsumatori stima, su quindici voci di spesa, che il 2026 possa presentare un conto di 672,60 euro annui in più a famiglia. Insomma, una batosta.