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Rame, domani l’interrogatorio: ecco i retroscena dell’inchiesta

Pubblicato il 19 Ottobre 2014 - 16:48

Rame, domani l’interrogatorio: ecco i retroscena dell’inchiesta

Valle Caudina.
 Si svolgerà domani, lunedì 20 ottobre alle 12 e 45, l’interrogatorio di garanzia di Andrea Rame il 31enne di Montesarchio tratto in arresto nella mattinata di ieri, in un’operazione della Dda di Napoli.
Rame, assistito dall’avvocato Dario Vannetiello, sarà interrogato per rogatoria, nel carcere di Contrada Capodimonte a Benevento, da un Gip del locale tribunale.
Il giorno successivo, invece, negli uffici della Dda di Napoli sarà ascoltato l’imprenditore Salvatore Cavaiuolo, considerato il cassiere del clan Pagnozzi raggiunto da una misura interdittiva e sempre assistito dall’avvocato Vannetiello.

Novità
Intanto, continuano ad emergere nuovi elementi su questa operazione che lega la Valle Caudina alla malavita romana ed internazionale. Ricordiamo che l’inchiesta è stata seguita in pool da ben sei Pm della Dda. Uno schieramento di forze simile a quello messo in campo per i Casalesi. Gli arrestati sono tre, ma la Dda ne aveva chiesto ben 24.
Non solo: era stato chiesto il sequestro di numerose società, conti correnti, auto e camion, ma anche questi non sono stati autorizzati.
Tutto porta a pensare che verrà fatto ricorso in appello o che, addirittura, ci potrebbe essere una inchiesta parallela. Bisogna tener presente, infatti, che le indagini si avvalgono anche delle dichiarazioni di due pentiti della mala romana, Antonio Corvino e Carmelo Siciliano.
Le loro dichiarazioni hanno portato gli inquirenti a puntare i riflettori su Umberto Fiore e Carmelo Siciliano. Entrambi romani ed entrambi tratti in arresto, con il beneficio dei domiciliari. Il primo è un commercialista, specializzato, secondo gli inquirenti, in truffe allo Stato. Uno che si recava spesso a Montecarlo e Malta, cliente di alberghi di lusso, che nelle intercettazioni ambientali con la moglie Anna si vantava di aver stretto un forte legame con Mimmo Pagnozzi.
Anche Carmelo Siciliano è una figura, legata a Pagnozzi. Una curiosità, se in Valle Caudina ed in Campania, Mimmo Pagnozzi viene conosciuto come O’ professore, da questi amici romani viene indicato come “avvocato” e si capisce, chiaramente, che è un punto di riferimento.
L’attività del sodalizio spaziava a 360 gradi, ma erano molto specializzati nel pilotare e condizionare appalti pubblici. E ci si riusciva con la corruzione, ma anche con le minacce. In un’altra intercettazione, infatti, si sente chiaramente questa frase: “fate sapere alla signora che nelle borse sono pronte le pistole”. Parole inquietanti che, però, danno il senso della situazione. E si evince come il clan caudino sia proiettato su binari molto più ampi della Valle.

P. V.

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