Referendum costituzionale: la Valle Caudina dice No
Solo Sant'Agata dei Goti registra la vittoria del SI
Referendum costituzionale: la Valle Caudina dice No. La Valle Caudina si esprime in maniera chiara sul referendum costituzionale relativo all’ordinamento giurisdizionale e all’istituzione della Corte disciplinare.
Dallo spoglio definitivo emerge un dato netto: il NO prevale nella quasi totalità dei comuni del territorio, delineando un orientamento omogeneo e compatto.
Fanno eccezione solo gli elettori di Sant’Agata de’ Goti, unico comune in cui si registra la vittoria del SI, seppur con uno scarto minimo: 50,13% contro il 49,87%, pari a appena undici voti di differenza.
Un risultato sul filo che evidenzia un elettorato diviso, in controtendenza rispetto al resto della valle.
Negli altri centri, invece, il NO si afferma con maggiore decisione. A Montesarchio, uno dei comuni più popolosi, il NO raggiunge il 59,54%, mentre a Cervinara si attesta al 57,6%. Percentuali simili si registrano anche a Moiano (56,65%), Rotondi (56,31%) e Bucciano (54,32%), quest’ultimo tra i più equilibrati e vale la pena ricordare che si tratta del paese del senatore Domenico Matera.
Il consenso contrario al quesito referendario cresce ulteriormente nei centri più piccoli: a Forchia il NO tocca il 66,87%, il dato più alto dell’intera area, seguito da Roccabascerana (62,06%), San Martino Valle Caudina (62,79%) e Paolisi (61,54%). Anche Arpaia (61%), Pannarano (60,42%) e Bonea (58,09%) confermano la stessa tendenza.
Il quadro che emerge è dunque quello di una Valle Caudina sostanzialmente allineata su una posizione di netta contrarietà alla riforma proposta, con un solo, isolato scostamento rappresentato da Sant’Agata de’ Goti.
Dal punto di vista politico e territoriale, il risultato appare particolarmente significativo: non si registrano fratture evidenti tra comuni grandi e piccoli, né differenze sostanziali tra aree geografiche interne alla valle.
Il voto sembra invece riflettere un orientamento diffuso e trasversale, che ha trovato espressione uniforme nelle urne.
Resta ora da comprendere come questo dato locale si inserirà nel contesto provinciale e regionale, ma una cosa è certa: la Valle Caudina ha parlato con chiarezza, e lo ha fatto, quasi ovunque, dicendo NO